Roby Facchinetti: "Ho perso amici e parenti. Ogni volta che squilla il telefono, ho il cuore in gola" - Perizona Magazine

Roby Facchinetti: “Ho perso amici e parenti. Ogni volta che squilla il telefono, ho il cuore in gola”

Daniela Vitello

Roby Facchinetti: “Ho perso amici e parenti. Ogni volta che squilla il telefono, ho il cuore in gola”

| 27/03/2020

La sua città, Bergamo, è flagellata dal coronavirus. Roby Facchinetti chiama l’ex compagno d’avventure Stefano D’Orazio e dall’unione dei due […]

La sua città, Bergamo, è flagellata dal coronavirus. Roby Facchinetti chiama l’ex compagno d’avventure Stefano D’Orazio e dall’unione dei due ex Pooh nasce un brano dal titolo “Rinascerò, rinascerai” che da oggi è disponibile su tutte le piattaforme digitali. I profitti saranno interamente devoluti all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo per l’acquisto di attrezzature mediche.

Facchinetti spiega con la voce rotta dall’emozione a “FQMagazine” com’è nata l’idea di questa iniziativa benefica: “Anche io come molti italiani, ormai vivo barricato in casa e con il cuore in gola perché ho perso parenti, amici, come si può immaginare, a causa del coronavirus. Qui ci conosciamo tutti, alla fine Bergamo è un grande paese. Una sera ho visto quell’immagine spaventosa dei camion dell’esercito con a bordo le salme delle vittime del virus, mentre lasciavano la città. Ho avuto una crisi di pianto perché è una tragedia nella tragedia e pensavo a tutte le famiglie di queste povere vittime… Ho avuto successivamente una reazione di rabbia, così mi sono messo al piano e in cinque minuti è nata questa musica, ispirata al momento della crisi, del dolore e alla voglia di reagire. Ho inserito due parole chiave ‘Rinascerò, rinascerai’ e ho chiamato subito il mio amico e compagno d’avventure dei Pooh Stefano D’Orazio, sempre preso dalla commozione. Anche lui aveva visto quelle immagini, così gli ho detto che avevo una musica con questo titolo e gliel’ho mandata. Lui ha trovato delle parole meravigliose, ha fatto un piccolo miracolo”.


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“Qualche giorno fa Roby mi ha chiamato con la voce rotta dal pianto – gli fa eco D’Orazio – Mezz’ora dopo stavo già cercando le parole più adatte a vestire la sua musica, parole di dolore, di fiducia, di riscatto. Bergamo è la mia seconda città, una città che mi ha adottato, mi ha accolto e dove ho trascorso i miei migliori anni di lavoro. È un inno al futuro di una città ferita che quando tutto sarà finito, tornerà a riveder le stelle”.

“Siamo tutti attraversati dalla tragedia di questo virus, catapultati in una situazione, nemmeno immaginabile in un film di fantascienza – aggiunge Facchinetti – Confesso che ho il cuore in gola ogni volta che squilla il telefono perché temo che arrivi qualche notizia negativa. Ogni volta che saluto i miei cari, finiamo sempre con la frase ‘speriamo di vederci presto’ (…) Abbiamo persone vicine che si trovano intubate in ospedale, altre le abbiamo perse in questi giorni. Certo che ci si arrabbia se si vedono persone che non rispettano le regole anti-contagio. Uscendo da casa ci sono rischi, sempre, se non si sta attenti. Bisogna collaborare tutti insieme, affinché il numero dei contagiati arrivi a segnare lo 0”.

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