"Domenica In" omaggia Don Mazzi, Mara Venier: "Mi hai fatto da padre dopo che ho perso il mio" - Perizona Magazine

“Domenica In” omaggia Don Mazzi, Mara Venier: “Mi hai fatto da padre dopo che ho perso il mio”

Daniela Vitello

“Domenica In” omaggia Don Mazzi, Mara Venier: “Mi hai fatto da padre dopo che ho perso il mio”

| 09/12/2019

“Domenica In” celebra Don Antonio Mazzi con una puntata a lui dedicata in occasione dei suoi 90 anni. Mara Venier […]

“Domenica In” celebra Don Antonio Mazzi con una puntata a lui dedicata in occasione dei suoi 90 anni. Mara Venier non nasconde di aver con il sacerdote un legame particolare. “È una persona speciale e unica per me – spiega – Ho perso mio padre molto giovane, avevo 22 anni ed ero incinta di mio figlio Paolo. Dopo qualche anno ho trovato qualcuno che ha veramente sostituito mio padre”.

“Tu hai detto a ‘Oggi’: ‘Se non sono caduto in tentazione con Mara Venier non cadrò mai più’, spiegami meglio”, chiede ironicamente la conduttrice. “Un uomo normale che lavora con te per cinque anni, tutte le domeniche pomeriggio, con il tuo fascino, è chiaro che qualche pensierino lo fa – replica Don Mazzi – Ma non parlo di me. Il nostro rapporto è straordinario perché è al di là dei pensieri che la gente fa. Le vecchiette che sono terribili mi chiedono ‘Ma ti sei innamorato di Mara?’ Non ci crede nessuno che non mi sia innamorato di te”. “In qualche modo siamo innamorati – gli fa eco la “zia Mara” – Ogni volta che ho forti dolori, nella mia testa dico: ‘Io ho Don Antonio’. Sei un po’ il mio rifugio. So che posso venire da te in qualsiasi momento e che ci sarai tu a consolarmi”.

La conversazione si sposta sulle opere di Don Mazzi. Una vita, la sua, spesa al servizio dei ragazzi in difficoltà. “Io sto bene solo in mezzo ai matti e ai disperati – sentenzia il prete – Tutti siamo dei piccoli Giuda. Qualcuno ne viene fuori e altri no. Sono affascinato da quelli che fanno fatica a venirne fuori, da quelli che vado a trovare in carcere e da quelli che sono fuori. Sono arrivato a 90 anni perché vivo queste esperienze. Se vivessi esperienze con la brava gente sarei già morto. Anche io sono stato un ragazzo difficile, un figlio difficile, senza papà. Mia madre ha sempre pianto, anche quando sono diventato prete ha detto ‘questo rovina la Chiesa’”.

La decisione di diventare sacerdote è legata alla terribile alluvione del Polesine che nel 1951 causò oltre 80 morti. “Non avrei mai pensato di fare il prete. Avevo 21 anni. Volevo essere il padre di quelli senza padre”, svela. E poi racconta un triste aneddoto legato alla tragedia del Polesine: “Vedo un ragazzo di 12-13 anni, felice. L’unico che non piangeva, era contento. Mi dice felice: ‘Sono morti tutti’. Ho scoperto che lo usavano. Oggi quando aiuto ragazzi violentati, ripenso a quel ragazzo che mi sorrideva e che poi mi guardò con sospetto per paura che anche io gli facessi del male. Oggi è un bestione con cinque figli”.

“Quanti ne ho salvati? Non lo so – dichiara – Non si pensa mai a quelli salvati, ma agli altri. Sono tutti figli unici. La bellezza di un prete è questa, che ama ognuno di loro come fosse figlio unico (…) Ho 90 anni ma non sono stanco. I ragazzi devono ascoltarmi, più sono difficili più Don Mazzi c’è per loro. Io col Padre eterno ho un rapporto molto polemico. La cosa che mi fa star male non sono i ragazzi che scappano ma i tradimenti di quelli che hai vicino. Però li perdono. Dicono che perdono troppo. Credo che il perdono sia normale. Se non giudichi riesci a perdonare, se giudichi non perdoni. Quindi non faccio l’ingenuo, non giudico”.

Tanti i videomessaggi di auguri arrivati per Don Mazzi. Da Fiorello che gli canta “Happy birthday” a Enzo Iacchetti che si augura che il “Padre eterno lo faccia stare sempre bene perché c’è bisogno di gente come lui”.

In studio, per un omaggio musicale, arrivano Ron e Roby Facchinetti. “Provo un grande sentimento di riconoscenza nei confronti di Don Antonio – confessa l’ex Pooh – I miei se ne sono andati a 4 giorni l’uno dall’altra e lui c’era per la messa funebre di entrambi e questo non lo potrò mai dimenticare. Mia moglie Giovanna ha avuto un’operazione molto delicata e lui per due volte è venuto a trovarla in ospedale. Mia figlia Giulia ha avuto un problema di salute molto serio che poi ha fortunatamente risolto e tu c’eri anche lì. Come faccio a non volerti bene? Lui è un po’ arrabbiato con me. La data a Bergamo, che è la mia città, purtroppo coincide con il giorno della tua festa. Io ci sarò sempre tranne questa volta”.

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