Flavio Insinna replica su Facebook dopo gli insulti al giornalista: "Mai detto 'pezzente'" - Perizona Magazine

Flavio Insinna replica su Facebook dopo gli insulti al giornalista: “Mai detto ‘pezzente'”

Daniela Vitello

Flavio Insinna replica su Facebook dopo gli insulti al giornalista: “Mai detto ‘pezzente'”

| 16/11/2017

Dopo la bagarre con il giornalista di “TvBlog” Massimo Galanto esplosa a margine della conferenza stampa di presentazione di “Prodigi” (LEGGI […]

Dopo la bagarre con il giornalista di “TvBlog” Massimo Galanto esplosa a margine della conferenza stampa di presentazione di “Prodigi” (LEGGI QUI), il programma che segna il suo ritorno in prima serata su RaiUno, Flavio Insinna replica attraverso un video condiviso sulla sua pagina Facebook.

“Buongiorno a tutti! Ciao! – esordisce – Sono in viaggio, ma adesso la cosa importante è, anzitutto, salutarvi, ricordarvi il numero per donare all’Unicef che è 45566 – io adesso ho il telefono in mano quindi non posso donare ma appena vi saluto continuiamo a donare per aiutare i bambini in Italia e nel mondo – … tante le storie che racconteremo a Prodigi, sabato sera su Rai 1 e … ehhh a me mi vien da ridere… allora non c’è molto da chiarire, perché stiamo perdendo tempo invece di aiutare l’Unicef. Non c’è da esprimere solidarietà né a me, né verso nessun altro. L’unica forma di solidarietà è quella verso le persone che hanno bisogno, nella fattispecie quelle che aiuta l’Unicef nel mondo, in quasi 200 paesi del mondo! Io li ringrazio e li saluto ancora una volta per l’occasione che mi hanno dato”.

“Nella conferenza stampa di ieri – prosegue – nella sede dell’Unicef, visto che parliamo di sensibilità, io mi sarei aspettato domande tipo “Perché aiuti l’Unicef?”, “Perché lo appoggi addirittura gratuitamente?”, “Quindi la serata alla quale parteciperai per te non è lavoro?”. Vi ricordo qualche giorno fa, e lo sapete meglio di me, una delle mille storie tristissime, ma anche con un lieto fine, [come quella del] bambino che arriva nascosto sotto al treno in ipotermia. E lo avete visto il video della motovedetta libica che lascia praticamente le persone in mare, dispersi, affogati, tra cui anche bambini? E allora, io alla conferenza stampa mi sarei aspettato queste domande, sull’Unicef, SULL’UNICEF, e non gli ascolti, dei quali avevo già parlato”.

 

“Si discute? Si discute, se per l’ennesima volta, dopo che ho raccontato, ho spiegato anche degli ascolti, perché sono fin troppo generoso e questo e uno dei miei errori, dico “Eh basta” – aggiunge – Mi dispiace, mi dispiace, si discute, va bene, ma non c’è stata nessuna parolaccia e il saluto è stato “Tanto non ci riusciamo a capire”. Oh, non se può piace’ a tutti, si può anche non piace’ a nessuno. Nella fattispecie non riusciamo a capirci con questo signore giornalista e pazienza. Si vivrà. Come dicono quelli bravi “Ce ne faremo una ragione” reciprocamente. E quindi l’ho salutato.. dico “vabbè ce diamo la mano” come i bambini… pace fatta, amen, tanto…definitivamente, per sempre. Ma figuratevi se io vado in un posto e parlo di ‘pezzenti’. Io? Io che ci sto in mezzo a chi soffre. Ragazzi, posso usare altre parole… mi piace molto [Incomprensibile5], è molto alto, quindi ha fatto anche una battuta simpatica, al di là dei fuori onda, poi continuiamo ad attorcigliarci intorno a cose che non ci stanno, a p-e-r-d-e-r-e-t-e-m-p-o, quando invece dovremmo fare cose belle, delle interviste in cui, lo ripeto, siamo nella sede dell’Unicef, chiedetemi delle persone che arrivano, non ‘migranti’, persone che arrivano, bambini, grandi… chiedetemi di quello. Chiedetemi la mia posizione sullo Ius Soli o altro. Gli ascolti, gli ascolti, gli ascolti! Il mondo ci sta crollando addosso, una parte già c’è crollata addosso, e noi perdiamo tempo con gli ascolti. Mi spiace. Mi so’ inalberato? Sì. Mi sono sentito usat… come dire…. un pizzico di sensibilità in più. Se ne ho mancato io, sono in buona compagnia”.

“Non sempre è spettacolo – spiega – E, ripeto, la trasmissione Prodigi sarà un prodigio di generosità da parte vostra. Mi dispiace ma la cosa più importante è non perdere tempo. Facciamo la solidarietà. E ascoltateli bene i video prima di dire una cosa, perché poi c’è la smentita, poi c’è la co… Attenzione, perché se scrivete che ci sono parolacce non ci sono, non ci sono neanche quelle, però dobbiamo fare il titolone. Insomma, ma perché non ci diamo ma no’ ‘na calmata, ‘na stretta di mano, un abbraccio… poi ci vediamo, non ci vediamo più, p-e-r-s-e-m-p-r-e, per sempre, definitivamente?”.

“Però la cosa importante di questo video – precisa – è ricordarvi che c’è da a-i-u-t-a-r-e e sostenere l’Unicef, nella fattispecie 45566 da telefono fisso o smartphone, insomma tutti i supporti tecnologici che avete e che usate anche nelle interviste… Mi dispiace, in una giornata così bella, ma così bella… parliamo dell’Unicef, parliamo di come va il mondo e di come lo potremo rendere migliore. Gli ascolti se li porta il vento. Andremo giù con gli ascolti? E va bene, ma io vorrei che il mondo andasse su. Io cerco di fare questo nella mia vita. Al primo posto nella mia testa non ci sono gli ascolti. Ci sono stati. E infatti non ero felice. Adesso sono felice. Avremo meno pubblicità, guadagneremo di meno, saremo più felici e soprattutto condivideremo. Però se venite in conferenza stampa dell’Unicef e il vostro pensiero, il vostro tarlo, il vostro pensiero è ancora gli ascolti di Affari Tuoi… E già me l’hai chiesto alla conferenza stampa di Dieci Cose e già me l’hai chiesto alla conferenza stampa de La Classe degli Asini… e dai su. Vabbè su. Conta la solidarietà!”.

“Date una mano all’Unicef. 45566 – dichiara – questa è la cosa più importante! Vi voglio bene, anche se a volte ci si inalbera, si discute. Come dice Gramsci, Odio gli indifferenti. C’è una lettera bellissima dove Antonio Gramsci dice “Odio gli indifferenti”. E allora, in un momento così bello, ieri, si poteva essere molto meno indifferenti e chiedere cose belle, parlare di cose belle, scambiarci.. anche chiarirci. Evidentemente non ci si riesce, ma io non mollo e continuo a provare a chiarire, a sbagliare. Si torna indietro? Pazienza ma saluto DEFINITIVAMENTE PER SEMPRE. Sentiteli gli audio prima di mandarli in onda, perché poi è un peccato, perché poi ci si deve scrivere… ma perché?”.

“Dai! Facciamo una roba allegra – conclude – L’U-N-I-C-E-F! Non perdiamo tempo. La cosa che conta è Rai 1 e Unicef insieme in uno sforzo pazzesco. Ripeto ancora una volta: l’onore e l’orgoglio di poter dare una mano che sia Emergency, che sia la Comunità di Sant’Egidio, l’Airc, in questo caso – meravigliosi – l’Unicef. Dai! Aiutiamoci! A-i-u-t-i-a-m-o-c-i! Aiutiamo i bambini. 45566. Distensione totale! Come dicevano i miei amici a Gazebo, pace interiore! E poi, oh, ti ripeto, magari ci si accalora un attimo, ma a fin di bene non per gli ascolti. Ma quali ascolti! Gli ascolti se li porta il vento… sentite che bel vento! Invece la solidarietà resta, diventa c-o-s-e concrete, diventa vita! Come la musica, la musica è vita. CIAO! [Apre l’inquadratura a mostrare il posto in cui si trova] Guarda, guarda che bello! Ce perdiamo il cielo, le nuvole, le cose pe’ gli ascolti, per parlare di ascolti… Ciao! Sentitelo bene: vi saluto, non definitivamente e non per sempre, ma ieri ho salutato definitivamente e per sempre. Oh, sempre pronti poi a risorridersi se c’è reciproca lealtà. CIAO! B-U-O-N-A-G-I-O-R-N-A-T-A-A-T-U-T-T-I! UNICEF! 45566! Sms e numero fisso. [Bacio6] Ciao! Vi aspettiamo sabato sera. CIAO! Me raccomando, volemose bene… sarebbe più facile. Vabbè, io poi ogni tanto così… Ciao! E’ troppo figa ‘sta cosa della diretta! Ciao! Baci! V-i-v-a-l-U-n-i-c-e-f! Ciao! Ciao! Adesso devo spegnere… Ciao. Volemose bene. Ciao… Domande più belle, più sensibili, più sensibilità…”.

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