Dopo l’addio a “Report” Milena Gabanelli spiega in un’intervista al “Corriere della Sera” la decisione di andare in aspettativa dopo aver […]
Dopo l’addio a “Report” Milena Gabanelli spiega in un’intervista al “Corriere della Sera” la decisione di andare in aspettativa dopo aver rifiutato la condirezione di Rainews.
“Anch’io – esordisce – non sono felice di come sia andata. Il mio incarico è far funzionare l’informazione online, che la Rai non ha, malgrado i suoi 1.600 giornalisti. La proposta è quella di stare dentro un sito che non ha i presupposti per funzionare, in attesa degli eventi”.
“I casi sono due – prosegue – o sono matta (e sono stata abile a mascherarlo per 20 anni) o qualche ragione c’è, visto che ho rinunciato allo stipendio e non sono ricca di famiglia. Non voglio polemizzare, il Cda ha il diritto di decidere cosa vuole fare, e io di rifiutare”.
La giornalista nega che la sua aspettativa sia la conseguenza di uno strappo: “Al contrario è una disponibilità ad attendere o trovare altre soluzioni, e non a carico del cittadino. Nella pubblica amministrazione ci sono molti incarichi fittizi. Anche in Rai. Ho fatto battaglie contro questo malcostume. Non produrre nulla e incassare lo stipendio lo troverei umiliante”.
“Non ne ho mai fatto una questione di carica – spiega – E lavorare con Di Bella, che stimo, è pure divertente. Ma buona parte dei giornalisti che io ho incontrato, in un assestment interno, sono disponibili a trasferirsi al portale unico Rai, ma non al sito di una testata. Così quelli di tg nazionali e regionali, corrispondenti: tutti felici di contribuire. Ma non a Rainews.it, perché è percepito come il sito di una testata concorrente… Ma io non voglio nè un “mio” Portale, nè una “mia” testata. Ho regalato all’azienda il marchio Report, e non conosco un solo autore che non se lo sia tenuto per sé, figuriamoci. Però difendo il diritto di mettere la faccia su qualcosa che firmo”.
“Dopo 20 anni la scelta era invecchiare con Report o mettermi in gioco con un nuovo progetto – conclude – Se il progetto non andasse in porto sarebbe un peccato per la Rai che non può permettersi un ulteriore ritardo sull’informazione online. Se invece il problema sono io, non ho difficoltà a farmi da parte, il lavoro fin qui fatto non andrà sprecato”.