Diana, nostra madre: William e Harry raccontano la principessa - Perizona Magazine

Diana, nostra madre: William e Harry raccontano la principessa

Daniela Vitello

Diana, nostra madre: William e Harry raccontano la principessa

| 01/09/2017

Ieri sera, in occasione del ventennale della morte di Lady Diana, Canale 5 ha trasmesso in seconda serata un documento […]

Ieri sera, in occasione del ventennale della morte di Lady Diana, Canale 5 ha trasmesso in seconda serata un documento eccezionale: un documentario di 90 minuti, dal titolo “Diana, Our Mother: Her Life and Legacy” (“Diana, nostra madre: la sua vita e la sua eredità’) in cui i figli William e Harry raccontano la loro mamma mostrando anche degli scatti inediti tratti dall’album personale della principessa di Galles.

Il 31 agosto 1997, quando la “principessa triste” perse la vita a soli 36 anni in un terribile incidente automobilistico sotto il tunnel del Pont dell’Alma a Parigi, William aveva 15 anni, Harry 12. A distanza di 20 anni da quel tragico giorno entrambi parlano di una ferita mai rimarginata. “E’ la prima volta che parliamo di lei come madre”, dicono sfogliando l’album della loro infanzia.


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“Sono pochi i giorni in cui non penso a lei – spiega William – Le persone che perdiamo vivono sempre con noi. Mia madre vive con me ogni giorno. Nel giorno del mio matrimonio ho sentito davvero la sua presenza. Io ho sentito che era lì per me, per darmi forza. Il ventesimo anniversario sembra un buon momento per ricordare tutte le sue qualità e per mostrare un suo lato diverso che gli altri non hanno mai visto. Ci siamo sentiti molto amati Harry e io e ringrazio che quell’amore è ancora presente”.

“Era un amore tale che anche se lei era dalla parte opposta di una stanza come figlio lo percepivi. Nostra madre era una ragazzina…era biricchina come madre”, gli fa eco Harry.

“Aveva un senso dell’umorismo sfacciato – racconta William – Adorava i biglietti irriverenti. Era molto allegra e si divertiva a combinare marachelle…Era molto informale, amava le risate e il divertimento. Ha sempre compreso che c’era una vita vera fuori dalle mura del palazzo. Credo che volesse fare la differenza…Ho avuto la fortuna di essere suo figlio e averla conosciuta per quei 15 anni. Ci ha educato molto bene dandoci gli strumenti giusti e preparandoci alla vita nel modo migliore che ha potuto. Ovviamente senza sapere che cosa sarebbe successo”.

“Era la nostra mamma e lo è ancora – dichiara Harry – E ovviamente per me è stata la mamma migliore del mondo…Ti travolgeva e ti stringeva più che poteva. Persino a parlarne adesso sento gli abbracci che ti dava e mi manca quella sensazione….Mia madre aveva deciso di fare di tutto perché noi due avessimo una vita più normale possibile…Mia madre è stata un modello. Ringrazio Dio che è esistita”.

Nel documentario, William e Harry raccontano anche l’ultima telefonata con la madre, una chiacchierata breve avvenuta quel 31 agosto del 1997, il cui ricordo ‘perseguita’ i due ragazzi. “Harry ed io avevamo una fretta dannata di salutarla… – rivela William – Se avessi saputo cosa sarebbe successo non sarei stato così indifferente. Ma quella telefonata mi si è conficcata in testa, anche in maniera pesante”. Harry afferma che quella breve conversazione è qualcosa che rimpiangerà per il resto della sua vita.

“Ci ho messo un po’ a rendermi conto di ciò che era successo – aggiunge William – Perdere una persona così cara è profondamente devastante soprattutto a quell’età. Fa letteralmente sbandare. Non sai dove ti trovi, cosa succede”.

“La prima volta che piansi fu al funerale sull’isolotto e da quella volta solo una volta. Quindi probabilmente c’è ancora tanto dolore che deve venire fuori…Sono cresciuto pensando che non avere la mamma fosse normale. Il mio modo di affrontare il dolore è stato rimuoverlo. Nei 10 anni trascorsi nell’esercito ho messo la testa sotto la sabbia…Non passa un giorno in cui io e William non vorremmo che fosse qui con noi. Credo che sarebbe orgogliosa di sapere come siamo riusciti a venire fuori dalla sua perdita”, rileva Harry.

“Io mi ripetevo di continuo che mia madre non avrebbe voluto vedermi turbato. Lo shock è durato da 5 a 7 anni…Il nostro pensiero va a tutti quelli che hanno perso una persona cara. Con i miei figli parlo costantemente della nonna Diana. Abbiamo molte sue foto in casa. Quando metto a letto George e Charlotte ricordo loro che ci sono state due nonne nella loro vita. Voglio dedicare più tempo che posso ai miei figli. I primi anni sono fondamentali per i bambini avendo visto quello che lei ha fatto per noi”, dice William.

Nel documentario parla anche il conte Charles Spencer, fratello di Diana. “E’ stata sempre molto amorevole con i più piccoli – svela – Credo lo sia stata con me per prima. Passavamo tanto tempo insieme. Il divorzio dei nostri genitori è stato molto triste. Credo che la bambina con cui sono cresciuto portasse con sé un carico di insicurezze e fragilità”.

Il cantante Elton John, amico personale della principessa di Galles, guarda alcuni scatti del passato insieme a Harry. “Se guardi il suo viso – dice al principe – in ogni foto esprime un amore meraviglioso e positivo…Aveva un’incredibile capacità di far sentire le persone a proprio agio”.

La stilista personale di Lady Diana ricorda il periodo post divorzio da Carlo: “Una volta uscita dalla famiglia reale, credo abbia percepito un senso di libertà”.

Un amico d’infanzia parla invece del feeling instaurato sin da subito con il popolo. Alla sua prima uscita pubblica in Galles, a tre mesi dal matrimonio con Carlo, la futura “regina di cuori” fu travolta da una valanga d’affetto. L’amico non si stupisce più di tanto e dice: “Era una persona così naturale che non voleva essere nient’altro che se stessa”.

Dopo l’annuncio della separazione da Carlo, per Diana cominciò un vero e proprio assedio da parte dei media. La principessa era esasperata. “Credo che i media avessero perso il senso della comprensione oltre che della decenza – commenta William – Mia madre piangeva per l’intrusione della stampa”.

“Credo che sia stata dura per lei e che spesso il suo ruolo pubblico fosse uno stress – aggiunge Harry – Quel suo aspetto infantile e divertente veniva fuori quando passava del tempo con noi. Nostra madre era una ragazzina, io sento la sua risata dentro di me. Il suo motto era ‘Sii birichino quanto vuoi ma non farti scoprire'”.

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