Gli 80 anni di Baudo, dall'attentato mafioso al perché lasciò Mediaset - Perizona Magazine

Gli 80 anni di Baudo, dall’attentato mafioso al perché lasciò Mediaset

Daniela Vitello

Gli 80 anni di Baudo, dall’attentato mafioso al perché lasciò Mediaset

| 24/05/2015

Alla soglia degli ottant’anni (che compirà il prossimo 7 giugno), Pippo Baudo torna in tv ospite di Piero Chiambretti. Il conduttore siculo racconta di quando, nel 1987, decise di lasciare improvvisamente Mediaset pur essendo consapevole di dover pagare una penale.  A distanza di anni, Baudo spiega le ragioni che lo spinsero a rompere il contratto che gli costò un intero palazzo all’Aventino, a Roma, oggi sede di Medusa e degli studi del Tg5.

“Ero stato assunto con un contratto che mi dava la qualifica di direttore artistico – rivela  – Questa direzione artistica non fu gradita da nessuno: da Antonio Ricci per primo, da Costanzo per secondo, da Corrado per terzo. Mi appoggiarono soltanto Raimondo e Sandra e Mike (Bongiorno, ndr.) con il quale ebbi un bellissimo colloquio”. “Come potevi pensare che questi colossi si mettessero alle tue dipendenze?”, ironizza Chiambretti. “Infatti, a 79 anni, posso dire di essere un cretino, un cretino di talento ma un cretino“, replica Pippo.

Il mattatore di “Grand Hotel Chiambretti” ricorda anche l’attentato subito da Baudo da parte di Cosa Nostra. Bersaglio una villa dell’Ottocento che il presentatore possedeva a Santa Tecla, vicino Acireale.

“L’avevo ristrutturata e una mattina stranamente scoppiò – spiega – Il motivo è chiaro: era un regolamento mafioso nei miei confronti. Io avevo fatto una celebrazione del giudice Chinnici a Taormina parlando male della mafia e la vendetta mi costò cara. Io ristrutturai la casa, poi non riuscivo a dormirci perchè onestamente avevo paura“.

Chiambretti  tira in causa la “lunga e sana rivalità” con Costanzo, anche lui vittima di un attentato di stampo mafioso. “Per lui è stato molto più grave… – precisa Baudo – Siamo dei cittadini perbene, stigmatizziamo le cose negative di questo paese, abbiamo il dovere di farlo perchè essendo personaggi noti dobbiamo dare l’esempio”.

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