Marco Columbro: "Vivo e vegeto dopo l'aneurisma...ma per la tv sono morto" - Perizona Magazine

Marco Columbro: “Vivo e vegeto dopo l’aneurisma…ma per la tv sono morto”

Daniela Vitello

Marco Columbro: “Vivo e vegeto dopo l’aneurisma…ma per la tv sono morto”

| 11/05/2015

Marco Columbro si confessa a “Il Giornale” ripercorrendo gli ultimi 14 anni della sua vita contrassegnati da problemi di salute e da un logorante stop alla carriera televisiva. Il racconto dell’ex conduttore comincia  dall’emorragia cerebrale che lo colpì facendolo finire in coma. 

Nel 2001 ero al top della mia carriera – racconta – quando all’improvviso fui colpito da un’emorragia cerebrale. In realtà si trattò un colpo di fortuna: proprio grazie a quell’emorragia, infatti, scoprirono che nel mio cervello covava qualcosa di ben più grave. Un aneurisma. Come dinamite pronta a esplodere. Me ne liberarono e mi salvarono la vita“.

Columbro si riprende ma la tv gli chiude le porte: “Per la televisione sono morto. E avrei potuto esserlo sul serio, in effetti. Invece sono vivo e vegeto. Per tutti. Tranne che per la tv”.

L’ex presentatore di programmi di successo quali “Buongiorno Italia”, “Buona Domenica”, “Paperissima” ricorda i tempi d’oro insieme a Lorella Cuccarini: “Io e lei assieme sbancavamo. Facevamo 8 milioni di telespettatori a sera. Arrivammo a guadagnarci l’investitura più inattesa, da parte della coppia tv per antonomasia: Raimondo Vianello e Sandra Mondaini, che pubblicamente ci definirono i loro eredi. (…) Lorella è stata una delle poche dell’ambiente a starmi sempre vicina. Una vera amica: sono tuttora molto legato a lei”.

Marco Columbro riprende lo sfogo tornando indietro al periodo post emorragia cerebrale:”Da quel momento sul mio lavoro calò il buio totale. La malattia non aveva lasciato alcuno strascico. Ma l’anno di assenza dalla ribalta televisiva fu sufficiente a farmi ritenere televisivamente defunto. Nessuno più m’ha cercato. Mi hanno dimenticato totalmente. Di punto in bianco ero semplicemente sparito. E sono spariti pure loro”. 

All’ex conduttore non è rimasto altro che tornare al vecchio amore: il teatro: “Non potevo più continuare a chiedere l’elemosina…Si guadagna un millesimo, rispetto alla televisione. Ma pazienza. Finché dura c’è avventura”.

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