Dalla serie A alla strada, il cugino di Totò Schillaci: "Rovinato dai medici e dall'eroina"

Dalla serie A alla strada, il cugino di Totò Schillaci: “Rovinato dai medici e dall’eroina”

Daniela Vitello

Dalla serie A alla strada, il cugino di Totò Schillaci: “Rovinato dai medici e dall’eroina”

| 27/03/2022
Dalla serie A alla strada, il cugino di Totò Schillaci: “Rovinato dai medici e dall’eroina”

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Maurizio Schillaci, cugino del più celebre Totò, è stato intervistato dal “Corriere della Sera” nella sua città, Palermo, a poche ore dal match Italia-Macedonia del Nord. Classe 1962, Maurizio Schillaci è un ex calciatore. “Chi lo ha visto crescere calcisticamente non ha mai avuto dubbi nel definirlo perfino più talentuoso del cugino”, sottolinea il “Corsera”. Dopo l’esordio con la maglia rosanero nemmeno maggiorenne, ha giocato in C1 con il Licata di Zeman per poi approdare in serie A con la Lazio. Il talento c’era e avrebbe potuto sfondare nel mondo del calcio. Invece un problema fisico non capito lo ha portato prima al ritiro ad appena 31 anni e poi a sprofondare in un tunnel.

Totò Schillaci (Foto da video)

“Dicevo che stavo male e nessuno mi credeva”

“I medici sociali mi hanno rovinato – racconta – Secondo loro ero un malato immaginario, un siciliano senza carattere. Questo, dopo tanti anni, ancora non mi va giù. Dicevano che non avevo voglia di giocare, la realtà è che avevo lo scafoide del piede destro lesionato e in necrosi. Per un anno ho continuato a dire che stavo male, ma nessuno mi credeva. Alla fine per farmi fare finalmente una stratigrafia ho dovuto attendere il mio successivo trasferimento al Messina, in Serie B”.

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Maurizio Schillaci (Foto da video)

L’eroina e la vita da senzatetto

“Finché giochi tutti ti amano – aggiunge – ma quando smetti ti ritrovi da solo. È il vuoto. E ringrazio Gesù per essere ancora qui a raccontarlo”. Maurizio Schillaci si è rifugiato nell’eroina e ha iniziato a vivere per strada insieme al suo cane Johnny chiedendo l’elemosina per le vie del centro di Palermo. La sua storia è raccontata nel documentario “Fuorigioco” del regista Davide Vigore. Dopo aver dormito in una Panda trovata aperta a bordo strada, l’ex enfant prodige del calcio ha trovato riparo in un piccolo appartamento concessogli da un amico in cambio di un affitto simbolico.

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Totò Schillaci (Foto da video)

“Il calcio mi ha dato tanto ma mi ha tolto di più”

Maurizio Schillaci non riesce a trovare lavoro. “Ho 60 anni e ho giocato solo a pallone, chi mai mi assumerebbe?”, dice con amarezza. Maurizio Schillaci vorrebbe tanto riallacciare i rapporti con le figlie Giada e Alessia, nate da due diversi matrimoni. “Il calcio mi ha dato tanto ma mi ha tolto ancora di più – conclude – Per questo ora non lo guardo, me ne sono distaccato radicalmente (…) Mi sarei anche stufato di quello che si dice su di me, come per esempio che ero più forte di mio cugino. Non me ne importa più niente, e in ogni caso anche se fosse vero io non lo direi mai”.

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Pubblicato il 27/03/2022 11:58
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