Cristina D’Avena: “La mia svolta sexy? C'è chi vorrebbe ‘puffarmi’”

Cristina D’Avena: “Mai ceduto alla chirurgia. Qualcuno vorrebbe ‘puffarmi’”

Germana Bevilacqua

Cristina D’Avena: “Mai ceduto alla chirurgia. Qualcuno vorrebbe ‘puffarmi’”

| 20/06/2023
Cristina D’Avena: “Mai ceduto alla chirurgia. Qualcuno vorrebbe ‘puffarmi’”

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Cristina D’Avena vive ancora dentro il mondo incantato dei cartoni animati. Dopo 40 anni di carriera, la beniamina dei piccoli che ha interpretato le sigle che hanno accompagnato l’infanzia di generazioni e generazioni, continua a girare l’Italia con i suoi live. Lo spirito resta quello di una bimba, senza età e con un’immagine quasi immutata. Cristina D’Avena è diventata la cantrice dei cartoni animati su Canale 5 quando non era ancora maggiorenne. Interprete di sigle quali: “Bambino Pinocchio”, “La canzone dei Puffi”, “Kiss me Licia”. Tutti successi targati Five Record, l’etichetta fondata da Silvio Berlusconi che la portò a Milano strappandola a Bologna. La cantante ha rilasciato un’intervista al “Corriere della Sera” e ha raccontato la sua carriera sin dagli esordi, quando si trasferì a Milano a 17 anni. “L’alba di Canale 5 – ricorda –  cercavano una voce per la sigla di Pinocchio, era il 1981, e ai provini scelsero me. Mi spinsero i frati dell’Antoniano, già cantavo nel Piccolo coro. Firmai un contratto e per oltre 20 anni abitai al Jolly residence di Milano 2, tuttora il mio posto del cuore. Ma all’inizio ero controllata a vista, pedinata. Il mio ‘controllore’ era un ex carabiniere a cavallo, Giuseppe, inviato da mio padre che non voleva stare in pensiero. Giuseppe gli riferiva tutto: incontri, uscite, umori. Un uomo incorruttibile. Tra le poche concessioni, qualche cena a San Babila con colleghi e attori di teatro. Seguiva una passeggiata in via Monte Napoleone, poi a letto”.

Cristina D’Avena (Foto Instagram)

“Silvio Berlusconi era il mio riferimento, sempre presente se avevo un problema”

Di Silvio Berlusconi conserva un ricordo affettuoso: “Era il mio riferimento, sempre presente se avevo un problema. Mi invitava spesso ad Arcore con il mio staff, anche per un giorno intero, per coinvolgermi nello sviluppo della tv per ragazzi: ‘Sorridi sempre, Cristina, e testa alta’. E poi chiacchiere, risate, fiori al mio compleanno. Amava i suoi dipendenti: veniva a farci visita negli studi”. Su di sé racconta una curiosità: “In auto sono un navigatore vivente, conosco tutte le strade. Ma soffro di claustrofobia: gallerie e traffico non li reggo. E andando avanti con l’età peggioro. Così suggerisco percorsi alternativi ‘molestando’ il mio staff. L’autista, sant’uomo. Almeno sono di compagnia. Ora che ci penso ci sarebbe materiale per uno spassoso format tv — ‘In viaggio con Cristina’ — o per un libro. Che poi sarebbe anche una guida gastronomica: un ristorante per ogni uscita dell’autostrada. Quanti pranzi fuori casello. E quanti camionisti mi chiamerebbero…”. Mai stanca di andare in giro a cantare, ammette: “Sono ancora troppo bimba per smettere e sogno un musical a teatro: i tempi sono maturi. E ai concerti sento l’energia dei primi tempi, cos’è la routine? Ogni spettacolo è diverso: discoteche, locali rock, piazze. Ho un pubblico che mi segue da decenni, di ogni età, nonni e nipoti. E saltano anche le ragazze con il pancione: ‘Mio figlio ancora deve nascere ma già conosce Occhi di gatto’”.

Cristina D’Avena (Foto Instagram)

“Non ho eredi, la mia voce è un marchio sull’infanzia”

Cristina D’Avena in 40 anni di carriera ha guadagnato molto?: “Non ho scritto io i testi, dunque nessun incasso per i diritti d’autore. Ma ho venduto 7 milioni di dischi e funziono ancora. Quando presi la patente mi regalai una Bmw cabrio, la mia prima macchina. Ricordo mio padre sconvolto: ‘Ma quanto hai speso?’. L’ho conservata, ogni tanto la accarezzo”. Chi è l’erede di Cristina D’avena? “In realtà diverse artiste ci hanno provato con la Disney, ma in Italia siamo più conservatori. La mia voce è un marchio sull’infanzia, quasi un vincolo parentale rinsaldato dalla nostalgia per un tempo magico, spensierato, quando gli influencer erano gli eroi dei cartoon. Poi ci sono io, la persona, il  rapporto genuino con i fan. Mai stata snob. Mi riconosco un grande pregio: la disponibilità”. A 3 anni è arrivata terza allo Zecchino d’oro cantando “Il valzer del moscerino”: “Ma alle elementari mi invidiavano per altro. Ero la bambina che ‘parlava’ con Babbo Natale, quella che riceveva risposta alle letterine. Lo stesso privilegio con la Befana. A scuola portavo le “prove”, poi la maestra annunciava: ‘Cristina ha ricevuto una lettera dalla Lapponia!’. Anch’io sono stata una eroina. Merito del mio papà, medico, severo sì ma capace di grandi gesti. Ho cercato quegli scritti in ogni quaderno, purtroppo non li ho più ritrovati”. “Mamma  invece è casalinga – continua – Da lei tanto amore e tanti consigli. E il dono più prezioso, Clarissa, mia sorella più piccola di dieci anni che oggi lavora per me: ufficio stampa. Una peperina, io invece più serafica. Siamo diverse ma ci cerchiamo in continuazione”.

Cristina D’Avena (Foto Instagram)

“Fossi madre sarei più felice, ma mi sento una donna realizzata”

Se Cristina D’Avena non avesse vissuto di musica? “Avrei fatto il medico, come papà, la mia vocazione. Ho lasciato l’università di Bologna all’ultimo anno. Mi sarei specializzata in neuropsichiatria infantile, per aiutare i bimbi problematici, quelli che io chiamo ‘bimbi speciali’. Un’attitudine che oggi riesco a soddisfare quando mi scrivono i genitori: ‘Il piccolo è in ospedale e mangia solo se ascolta i tuoi brani’. Allora gli mando un video. Ecco cosa intendo per disponibilità: restituire una piccola parte dell’affetto ricevuto”. La cantante parla anche della sua mancata maternità: “Ho lavorato tanto senza guardare l’ora, ecco, l’orologio biologico che non fa sconti. Quando mi sono resa conto che era tardi, d’aver perso tempo, sì: mi è dispiaciuto. Fossi madre sarei più felice. Non so se sarà un rimpianto, di certo non è un pensiero che mi assilla, un’ossessione. Perché mi sento una donna realizzata, inserita, apprezzata”.  Cristina D’Avena ammette di essere innamorata: “Innamorata e molto riservata. Non dirò di chi né lui cosa fa. Solo che viviamo fra Bologna e Milano”.
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“Mi è sempre piaciuto mostrare le mie forme e la mia femminilità”

Sulle voci di una sua ipotetica svolta sexy per via di alcune foto pubblicate su Instagram dice: “Si parlò di provocazioni, come se volessi ricercare una nuova ribalta. Per delle foto estive in costume, al mare? Ma capisco: Instagram è una vetrina di ‘curve’ e io ero una insospettabile. In realtà mi è sempre piaciuto mostrare la mia femminilità, anche ai concerti, le mie forme. Meno le gambe, infatti indosso gonne lunghe”. E aggiunge: “Premessa: non ho ricevuto proposte indecenti. Complimenti coloriti sì, e fanno piacere alla mia età. C’è chi vorrebbe ‘puffarmi’ e chi avrebbe ‘perso qualche diottria’ solo a guardarmi. Qualcuno mi attribuisce ‘elisir di giovinezza’, altri si dichiarano innamorati da quando erano bambini, ma ora non solo per le canzoni. Sappiate che per alcune foto ho usato filtri migliorativi”. Cristina D’Avena ha ceduto ai ritocchini? “Sono tutta al naturale – precisa – ma non giudico chi l’ha fatto. Oggi c’è una tendenza prematura all’imitazione, ragazze che a 18 anni si sentono già insicure. Eppure le imperfezioni ci rendono uniche, perché correggerle? Ma se le star dei social esibiscono solo doti fisiche… Io ho qualche chilo in più ma non mi odio. Quando posso vado in palestra”. Icona gay si dice molto vicina alla comunità Lgbtq: “Sono stata a numerose serate pride in tutt’Italia nella veste di artista. Tutta la comunità arcobaleno sa della mia vicinanza”.

Pubblicato il 20/06/2023 12:39

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