In un’intervista al “Corriere della Sera”, Pippo Baudo – 84 anni appena compiuti – stronca senza mezzi termini la televisione […]
In un’intervista al “Corriere della Sera”, Pippo Baudo – 84 anni appena compiuti – stronca senza mezzi termini la televisione di oggi.
“Anche se sono stati molto gentili a replicare due volte la mia festa di compleanno, la televisione in questi giorni è inguardabile – sentenzia – tutto già visto, solo repliche. E il virus c’entra fino a un certo punto, la tv estiva è sempre stata così ed è una cosa che ho sempre rimproverato alla Rai. Mentre è giustificato che la tv commerciale da maggio abbassi un po’ la quantità dell’offerta visto che gratis, la Rai non può: il telespettatore paga il canone per tutto l’anno, non per 9 mesi. Non ho una risposta. Sembra che l’avventura della tv non interessi più, non ci sono personaggi emergenti, non vedo all’orizzonte nuovi volti interessanti. Non c’è ricambio ai soliti noti”.
Invitato a dare un giudizio su Alessandro Cattelan, giovane e talentuoso volto di Sky, dice: “Lui è un oggetto misterioso per me. È un ragazzo colto, che parla benissimo inglese, però gli manca qualcosa. Forse dovrebbe avere il coraggio di fare il salto in Rai”.
Il Pippo nazionale è d’accordo con la decisione di riaffidare il “Festival di Sanremo” ad Amadeus e Fiorello. “Dopo il successo dell’anno scorso sarebbe stata una pazzia cambiare – dichiara – Amadeus è molto bravo, ormai ha acquisito una disinvoltura e una scioltezza straordinarie. Tra l’ altro oggi è più difficile fare il Festival: una volta c’erano tante belle canzoni, io avevo l’ imbarazzo della scelta, sentivo per 9 mesi pezzi uno più bello dell’ altro. E poi venivano i grandi ospiti stranieri: Madonna, Whitney Houston, Springsteen, Sharon Stone…”.
Il tema si sposta sulla politica e il conduttore catanese si professa un democristiano doc. “Conte? È furbissimo: non è stato eletto da nessuno ma comanda e se li porta tutti a spasso che è un piacere. Da collega, visto che sono laureato pure io in Giurisprudenza, lo trovo un furbissimo avvocato di provincia”, chiosa.