Luca Barbareschi: "Mi drogavo con Lou Reed e andavo a letto con Naomi Campbell" - Perizona Magazine

Luca Barbareschi: “Mi drogavo con Lou Reed e andavo a letto con Naomi Campbell”

Daniela Vitello

Luca Barbareschi: “Mi drogavo con Lou Reed e andavo a letto con Naomi Campbell”

| 01/08/2016

Intervistato da “Il Fatto Quotidiano“, Luca Barbareschi racconta del periodo trascorso a New York negli anni ’70, tra trasgressioni, sesso e droga: “Grandi divertimenti ed eccessi. La droga l’avevo incontrata prima. A Milano girava di tutto. Lsd, mescalina, cocaina, fumo. E noi tutti, come idioti, a drogarci pensando di essere eversivi. L’eroina te la regalavano. Dei miei compagni di liceo in sei morirono di overdose. La borghesia milanese abdicò al proprio ruolo. I padri assenti e i danni del post ’68 fecero il resto. Non c’era più nessun filtro tra genitori e figli, le grandi famiglie ricchissime e borghesi di Milano aprivano le loro magioni al mare o in montagna e noi ci fiondavamo nei lettoni delle madri e delle figlie, in barca o in baita, per farci le canne insieme, fruire di qualche vacanza a costo zero, trombare le ragazze più fighe del Movimento che ovviamente per sentirsi evolute militavano a sinistra, osservare da vicino il rincoglionimento progressivo di un potere che un tempo aveva retto le sorti finanziarie dell’Italia”.

Barbareschi spiega anche perchè il suo ultimo film, “Something Good”, è stato scartato: “Avrebbe dovuto essere a Venezia, ma venne rifiutato. La lettera protocollata di Barbera (direttore artistico della mostra, ndr) su carta intestata dalla Biennale la conservo ancora: Il tuo film è rimasto in una short list di film preferiti... Poi scelte drastiche si sono imposte e non facili. Alzai il telefono e chiamai Barbera: Portatore sano di forfora – urlai -, quando ti facevi le seghe a Torino, io chiavavo Naomi Campbell, pippavo con Lou Reed a Kansas City, aravo con il ca*** il mondo e guadagnavo miliardi, hai capito? Non voglio essere amico tuo, testa di ca***”.

L’attore che ha compiuto 60 anni lo scorso 28 luglio ha scritto una lettera ai suoi cinque figli in cui ammette le sue fragilità: “Nella vita mi sono preso sempre il lusso di dire la verità a iniziare da loro. Non gli ho nascosto niente, gli errori e le cose belle. Ho sbagliato spesso, mi sono drogato, sono stato egoista, ma voi – aiutatemi a capire – nei miei panni, al mio posto, cosa avreste fatto?”. Vedono un padre realizzato, ma forse non sanno che sono fragile e pieno di dubbi”. 

Quindi Barbareschi svela che non lascerà ai suoi figli alcuna eredità: “Non avranno un soldo e lo sanno…Hanno potuto studiare in scuole interdette al 99,7 per cento degli esseri umani, possiedono più di un passaporto, conoscono le lingue, sono svegli e colti e possono lavorare ovunque. Nella mia logica errante, ai miei figli non lascio denaro, ma le opportunità di farsi strada nel mondo”.

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