Ballerini morti a Riad, un sopravvissuto: "5 ore al buio nel deserto senza acqua"

Ballerini morti a Riad, un sopravvissuto: “5 ore al buio nel deserto senza acqua”

Daniela Vitello

Ballerini morti a Riad, un sopravvissuto: “5 ore al buio nel deserto senza acqua”

| 20/10/2021
Ballerini morti a Riad, un sopravvissuto: “5 ore al buio nel deserto senza acqua”

Tre le vittime italiane del terribile incidente in Arabia Saudita

  • Luigi Allocca è sopravvissuto e rompe il silenzio su Instagram
  • “Un giorno saprò perchè la vita di quattro anime si è spenta e perchè io ne sono uscito vivo”
  • I feriti seguiti da uno psicologo e assistiti dall’Ambasciata italiana

Luigi Allocca si ritiene un miracolato e il “senso” della tragedia vissuta qualche giorno fa a Ryad, in Arabia Saudita, è ancora tutto da comprendere. Luigi è un ballerino e insieme ad altri colleghi è rimasto vittima di un terribile incidente stradale nel quale sono morti anche tre ballerini italiani: il biscegliese Antonio Caggianelli, Nicolas Esposto, agrigentino di San Giovanni Gemini, e il romano Giampiero Giarri.

L’auto a bordo della quale viaggiavano è finita in una scarpata insieme con una seconda vettura. Una vicenda dai contorni ancora tutti da chiarire. Luigi Allocca è sopravvissuto e come lui anche Giuseppe, un ragazzo che cita nel lungo post condiviso su Instagram in cui racconta quelle “cinque ore al buio nel deserto senza acqua”.


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“Non trovo le parole per descrivere questo incubo”

“Amici, colleghi, familiari. Non trovo ancora le parole adatte e la forza necessaria per descrivere questo incubo – esordisce – So quanta importanza ha questo post che sto scrivendo. So che mi leggerà tanta gente. So che la mia dichiarazione è l’unica, insieme a quella di Giuseppe, reale e vera. Non racconterò i dettagli dell’incidente. Le immagini che ho davanti agli occhi, i suoni che mi rimbombano nelle orecchie e le sensazioni provate in quelle ore, diventano ogni giorno più chiare e rendono più difficile parlarne”.

“Un giorno saprò perchè ne sono uscito vivo”

“Questa tragedia lascerà un segno indelebile, cicatrici non sul corpo, cicatrici sull’anima – prosegue – So che un giorno troverò il senso e il perché di tutto questo. Un giorno saprò perché ho dovuto vedere la vita di quattro splendide anime spegnersi davanti ai miei occhi… Saprò perché ho dovuto conoscere il mio istinto di sopravvivenza durato 5 ore in fondo a una fossa rocciosa di un deserto. Al buio, senza acqua, senza rete telefonica. Un giorno saprò perché ne sono uscito vivo”.

“Ci sta seguendo uno psicologo, troveremo la forza”

“Volevo rassicurarvi sulla mia condizione fisica, talmente illesa a confronti di ciò che è successo – aggiunge – Giuseppe è in via di ripresa, Diego è ancora in ospedale… Sarà forte e siamo speranzosi che tornerà tra noi. Il trauma di essere stati soli e abbandonati laggiù per tutte quelle ore, senza sapere se ne saremmo usciti vivi o morti, si sta alleviando grazie a voi. E almeno quello ce lo stiamo lasciando indietro”. E ancora: “Qui in Arabia i medici ci hanno seguito come meglio non potevano. L’ambasciata italiana è stata al nostro fianco da subito. Lo psicologo che ci sta seguendo ci aiuterà a uscirne il prima possibile. Noi troveremo la forza giusta”.

“Piango e ripeto a me stesso che sono vivo”

“Nessuno ti insegna a guardarti allo specchio e a come reagire pensando che sei un sopravvissuto. Ma impareremo a farlo – conclude – Domani i nostri colleghi si esibiranno davanti a 50mila persone. So che lo faranno per noi, so che lo faranno per Arnau, Nicolas, Giampiero e Antonio. Io stringo i denti e guardo il soffitto in lacrime. L’unica cosa che riesco a ripetermi è che ‘Sono vivo!'”.

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