La pallavolista con la pericardite dopo due dosi di vaccino: "Non sono una no vax"

La pallavolista con la pericardite dopo due dosi di vaccino: “Non sono una no vax”

Daniela Vitello

La pallavolista con la pericardite dopo due dosi di vaccino: “Non sono una no vax”

| 23/08/2021
La pallavolista con la pericardite dopo due dosi di vaccino: “Non sono una no vax”

Francesca Marcon racconta la sua disavventura

  • La schiacciatrice veneta non ha potuto unirsi alla sua squadra per il raduno
  • “Mai avuto problemi cardiaci. Chi mi risarcirà per quanto accaduto?”
  • Abrigani: “La pericardite non diventi argomento in mano ai no vax”

Qualche giorno fa Francesca Marcon, schiacciatrice del Volley Bergamo, ha raccontato via social la sua disavventura post vaccino. La pallavolista veneta ha avuto e ha tuttora una pericardite che le ha impedito di unirsi alla sua squadra.

Francesca Marcon (Foto Instagram)

“Mai avuto problemi cardiaci”

“Dopo la prima dose di vaccino ho avuto i disturbi classici, dopo la seconda la situazione è peggiorata – racconta la Marcon al quotidiano “La Repubblica” – Non so cosa mi sia successo, non ho mai avuto problemi cardiaci, ma i dolori sono iniziati prima del 3 agosto, giorno della seconda dose, quando poi si sono acuiti notevolmente”.


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“Ho provato a sentire diversi specialisti”

“Dovevo iniziare le vacanze cinque giorni dopo la seconda dose, ma non stavo bene – prosegue – sono partita lo stesso ma sono stata male, il dolore al torace è aumentato e così sono andata al pronto soccorso dove mi hanno diagnosticato una pericardite. Ho provato a sentire diversi specialisti: mi hanno detto che la pericardite è tra gli effetti collaterali dei vaccini a mRna”.

Francesca Marcon (Foto Instagram)

“Non sono no vax, tutta la mia famiglia è vaccinata”

“Io non so cosa sia realmente successo, non so se tutto questo sia stato causato dal vaccino o se avessi qualcosa di latente nel mio corpo – spiega – Non sono assolutamente no vax, e questo lo affermo con forza: tutta la mia famiglia è vaccinata e il Covid mi ha spaventato molto, non vedevo l’ora di trovare una soluzione a questa minaccia. Mi spiace solo che nessuno mi abbia detto, dopo la prima dose e i miei primi disturbi, che potevo andare incontro a problemi di questo tipo. Magari avrei fatto degli accertamenti”.

Francesca Marcon (Foto Instagram)

“Credo nella scienza, ma avrei voluto essere più informata”

Al giornalista che fa notare che firmando il consenso si presuppone che si leggano tutti i possibili effetti collaterali del vaccino, Francesca Marcon replica: “Ho capito. Però, per esempio, quando sono andata a fare il vaccino il medico presente mi ha chiesto se avessi delle infezioni in corso ma chiaramente non potevo saperlo. Io credo nella scienza e nella medicina, ma avrei voluto essere più informata. Magari si potrebbe rendere obbligatorio un sierologico, magari sensibilizzare maggiormente il pubblico”.

Francesca Marcon (Foto Instagram)

“Perché prima del vaccino non viene fatto un esame sierologico?”

E se avesse contratto il Covid in una forma asintomatica? “Ci ho pensato, ma noi pallavoliste siamo tutte ‘tamponate’. Eppure Bergamo è stata l’unica società senza casi di Covid, a differenza delle altre squadre. Forse l’ho avuto senza essermene accorta, magari ho avuto gli effetti del long Covid. Però perché prima di inocularti un vaccino, non ti vengono fatte certe domande? O, in alternativa, non viene fatto un esame sierologico?”.

Francesca Marcon (Foto Instagram)


“Chi mi risarcirà per quanto accaduto?”

“Ora sono sotto cura, ho dolori al torace che vanno e vengono, un senso di affanno costante e stanchezza sempre presente – confida – Non ho potuto prendere parte al raduno, la squadra ha iniziato due giorni fa. Dovrò sottopormi a un periodo di cura, un controllo tra una settimana ma al pronto soccorso mi hanno preventivato tre mesi di stop dal mio lavoro (…) Io vivo di pallavolo, avevo deciso di fare uno degli ultimi anni ma vedremo. Sono molto giù, mi auguro di stare meglio il più in fretta possibile, ma mi chiedo: ‘chi mi risarcirà per quanto accaduto?’. Credo sia giusto parlarne, raccontare il mio caso, che è stato particolare. Tutti i miei familiari, ad esempio, non hanno avuto nulla”.

Francesca Marcon (Foto Instagram)

“Rifarei il vaccino solo ad una condizione”

“Se rifarei il vaccino? No, io non lo rifarei ma è la mia brutta esperienza che incide nella scelta. Lo rifarei nel momento in cui mi venissero date delle spiegazioni”, conclude.

Abrignani: “La pericardite post vaccino non diventi argomento in mano ai no vax”

Sul caso di Francesca Marcon, si è espresso il professor Sergio Abrignani, membro del Cts e immunologo dell’Università Statale di Milano. “Massima solidarietà a Francesca Marcon, ma la pericardite post vaccino non può diventare un argomento in mano ai no vax per mettere in dubbio la vaccinazione – ha dichiarato all’Ansa – Sapevamo che c’era un rischio di pericardite, soprattutto sui giovani under 30 in particolare i maschi, ma in una forma molto leggera, risolvibile in poche settimane con il cortisone e a volte anche senza. La cosa importante è però che casi come questo non inibiscano la vaccinazione. Il vaccino è sempre più vantaggioso”.

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