“Giù le mani dalle nostre mogli”, mariti gelosi in rivolta contro il maresciallo dongiovanni

Daniela Vitello

“Giù le mani dalle nostre mogli”, mariti gelosi in rivolta contro il maresciallo dongiovanni

| 03/12/2020
“Giù le mani dalle nostre mogli”, mariti gelosi in rivolta contro il maresciallo dongiovanni

Un vero e proprio “ciclone” ha travolto Bellano, piccolo comune in provincia di Lecco affacciato sul lago di Como. Qui, come racconta il “Corriere della Sera”, la gelosia e l’esasperazione hanno armato la mano di un abitante di sesso maschile che, a nome di altri mariti inferociti, ha pensato bene di imbrattare i muri di un plesso scolastico e di una palazzina poco più in là con un avvertimento indirizzato ad un maresciallo della locale stazione dei carabinieri reo di essere un dongiovanni e di insidiare le altrui consorti.

“Giù le mani dalle mogli degli altri. Codardo togliti cintura e pistola e difenditi dai mariti”, recita la scritta che ha subito scatenato il putiferio in paese. 56 anni, sposato e padre di tre figli, il destinatario del messaggio nega ogni accusa. “Non è vero niente – ha confidato agli amici più stretti come riporta il “Corsera” – vedrò se procedere per diffamazione contro ignoti. Non la vendetta di mariti gelosi, ma solo il tentativo di farmi cacciare via da parte di qualcuno che ce l’ha con me. Non riesco a immaginare di chi possa trattarsi: non ho mai avuto screzi con nessuno”. Il maresciallo, però, rischia l’allontanamento per incompatibilità ambientale.

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“Le scritte ingiuriose sono state rimosse e dovrà essere effettuato un ulteriore intervento per imbiancare i muri vandalizzati”, ha dichiarato il sindaco Antonio Rusconi. Mentre la moglie del presunto latin lover versa lacrime amare e i proprietari dell’immobile dove è stata trovata la scritta hanno presentato denuncia per vandalismo, il comando provinciale ha avviato un’indagine per verificare quanto accaduto.

Nel frattempo, il paese mormora. “Quando ho visto la scritta fuori dal mio portone non ci potevo credere — ha raccontato il barbiere del posto — Ho chiamato il macellaio e insieme abbiamo provato a decifrarla. Poi quando abbiamo capito, il cognome del militare è scritto a chiare lettere, abbiamo telefonato in caserma. Spiace per il comandante della stazione, prima della pandemia andavamo spesso in bicicletta insieme e non ho mai visto le ragazze saltargli al collo”.

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