13 parole intraducibili che esprimono l’amore nelle sue molteplici forme - Perizona Magazine

13 parole intraducibili che esprimono l’amore nelle sue molteplici forme

Daniela Vitello

13 parole intraducibili che esprimono l’amore nelle sue molteplici forme

| 29/07/2016
13 parole intraducibili che esprimono l’amore nelle sue molteplici forme

2' DI LETTURA

Ispirandosi al libro “Lost in Translation” di Ella Frances Sanders, Andrew Norton ha realizzato un video-guida in cui vengono elencate 13 parole intraducibili che esprimono l’amore nelle sue mille forme, positive e negative. L’ideatore del filmato parte dall’assunto che non vi sia niente, tra i sentimenti umani, di più complicato dell’amore.

La sua forma è sfuggente e nella nostra lingua mancano molti termini relativi alla sfera amorosa. Ma grazie a questo video, da oggi, possiamo prendere in prestito qualche termine straniero.

Ecco le 13 parole intraducibili illustrate nel filmato:

Tartle: viene dallo scozzese e dà un nome a quell’indugiare quando si presenta qualcuno ma non ci si ricorda il suo nome.

Tiam: in lingua farsi è quel preciso luccichio che compare negli occhi di qualcuno che ci piace con il quale si incrocia lo sguardo anche solo per un attimo.

Kilig: nelle Filippine, nella lingua Tagalog, indica le “farfalle nello stomaco” quando si vive o si assiste a qualcosa di romantico e carino.

Mamihlapinatapai: nella lingua di Capo Horn, questo scioglilingua sta a significare quel prevedere insieme, quel pensare a un qualcosa che sta per arrivare. Quello che succede, per semplificare, quando il nostro partner sta per dirci “ti amo”, ad esempio.

Forelsket: in norvegese, è quell’indescrivibile euforia che ci coglie quando ci innamoriamo.

Ubuntu: in lingua ndebele, nell’Africa meridionale, è un preciso tipo di benevolenza nei confronti dell’umanità. Ha un significato molto ampio e vuol dire: “Io sono ciò che sono per quello che tutti siamo“.

Cafuné: in brasiliano, è il passare le dita tra i capelli di qualcuno a cui si vuole molto bene.

Nunchi: è l’arte di saper ascoltare ed empatizzare con una persona in difficoltà. In coreano.

Razliubit: un termine russo molto amaro, si tratta della frase in cui si comincia a capire che non ci si ama più.

Saudade: è forse la più famosa della guida. Viene dal portoghese e si riferisce a un vago e costante desiderio nel sapere che qualcosa non esiste più. La nostalgia di qualcuno o qualcosa di amato e perduto.

Kummerspeck: quando ci innamoriamo o quando veniamo lasciati tendiamo ad eccedere con il cibo. Questo preciso aumentare di peso viene reso così in tedesco.

Ittuaqtuinnaqtuq: si tratta di un termine difficilissimo da pronunciare perché deriva dal vocabolario inuit canadese. È quell’atto ripetitivo di guardare fuori da una finestra per vedere se sta arrivando il nostro amato.

Wabi-sabi: il termine conclusivo del video, quello che raccoglie la quintessenza dell’amore, viene dal giapponese. Vuol dire riuscire a trovare la bellezza nelle imperfezioni, essere capaci di accettare la vita e la morte così come sono. È più o meno il nostro amore assoluto.

GUARDA IL VIDEO


Pubblicato il 29/07/2016 18:06

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