Spotify, la musica si fa social

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01 Marzo 2013, 14:15

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Molti in Italia si vantano di utilizzarlo da anni, ma la verità è che il servizio Spotify è arrivato nel nostro paese solo da due settimane: ed è subito mania. Nato in Svezia nel 2008, il servizio scaricabile gratuitamente all’indirizzo www.spotify.it consente di ascoltare musica in streaming. Invece di occupare spazio prezioso della memoria del computer, grazie a Spotify , si può usufruire di milioni di brani on demand. Il concetto di base del progetto è proprio questo: passare dal possesso della musica, o meglio di un supporto, alla condivisione, dalla vendita all’abbonamento ad un servizio.

Un successo mondiale, una libreria musicale composta da più di venti milioni di brani, Spotify ha già convinto gli utenti italiani. I primi dati parlano chiaro: in una sola settimana sono stati ascoltati più di undici milioni di canzoni.

Come funziona nel dettaglio? Una volta entrati in spotify.it, o tramite la pagina Facebook, si scarica l’applicazione. Un software molto simile a iTunes, ma da considerarsi anche come un vero e proprio motore di ricerca musicale. L’utente non riceve passivamente un flusso di brani, come nel caso delle web radio, ma può scegliere cosa ascoltare.

Disponibile in tre tipi di abbonamento: Spotify free, assolutamente gratuito, da la possibilità di ascoltare musica illimitatamente, con l’interruzione di piccoli spot pubblicitari audio (circa tre minuti ogni ora di ascolto) e banner. Spotify Unlimited costa 4,99€ al mese ed elimina tutta la pubblicità. Infine la versione Premium, al costo di 9,99€ al mese, consente l’utilizzo del software anche sui dispositivi mobili (cellulari e tablet).

Insomma una vera e propria rivoluzione musicale, basterà inserire il titolo di una canzone o di un album e lo si potrà ascoltare gratuitamente. Disponibili anche numerosissime playlist, suddivise per artista o per genere musicale. Inutile dire che è possibile crearne una propria, anzi è proprio questo il cuore del progetto. Infatti, la nuova applicazione non è certo un mondo chiuso ed autoreferenziale. I social network sono un supporto fondamentale per la circolazione della musica: una volta creata la propria playlist, o trovata quella ideale, sarà possibile condividerla su Facebook, Twitter, siti, blog e tumblr. Risultato? Una discoteca personale sempre a portata di click, da condividere, sponsorizzare, da far conoscere, con tanti ringraziamenti da parte dei produttori musicali.

 

 

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01 Marzo 2013, 14:15

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