Curiosità

Donna colpita da burnout va in pensione a 54 anni per godersi la vita

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25 Febbraio 2024, 15:28

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Jeanne Thompson è una donna di 54 anni, vive a Naples, Florida, con il marito di 55 anni, pensionato, ed è mamma di due ragazzi: Ellie, 25 anni, e Andy, 23. Dopo 30 anni dedicati unicamente al lavoro, ha deciso di cambiare vita. La sua giornata era scandita dalla sveglia alle sei, otto ore al giorno di lavoro davanti a un computer, straordinari, tornare a casa e ripetere tutto daccapo il giorno dopo. Una condizione che con il passare del tempo è diventata frustrante. Da qui la decisione radicale di lasciare la sua attività per dedicare più tempo a se stessa, alla famiglia, ai viaggi, a quel corso di chitarra che non hai mai iniziato e ad imparare il francese.

Jeanne Thompson con la sua famiglia (Foto Instagram)

Nella sua vita c’era solo il lavoro, niente viaggi o pranzi con la famiglia

Jeanne Thompson ha chiesto così di poter andare in pensione anticipata e adesso si gode la vita. Viaggia, fa sport, yoga, cucina e si professa felice. Per tre decenni la donna ha lavorato a Boston come vicepresidente senior nel settore della finanza. Un impiego in azienda durato fino al 2021. Intervistata dal “New York Post”, ha ammesso che era stanca di dover programmare la sua esistenza in base a orari e scadenze del lavoro. Nella sua vita non c’era altro che il lavoro. Niente viaggi o pranzi con la famiglia. Jeanne Thompson era ormai vittima di un profondo stress, noto come sindrome da “burnout”. Una condizione che comporta affaticamento, zero stimoli, passività e senso di noia.
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Jeanne Thompson (Foto Instagram)

“Il lavoro mi definiva, ma ora non più. Adesso so chi sono”

La sindrome da “burnout” è uno stato emotivo che negli ultimi anni si è aggravato, soprattutto dopo la pandemia da Covid-19. La donna ha ammesso a se stessa di non avere più quella vitalità che aveva sempre contrassegnato il suo carattere. Sui social ha scritto: “Il lavoro mi definiva, ma ora non più. Adesso so chi sono”.  “Quando sono andata in pensione per la prima volta non avevo mai realizzato che la mia identità fosse così legata al mio lavoro”, ha confessato al “New York Post”. Jeanne Thompson sentiva di stare sprecando la sua vita davanti a un pc. Cambiare abitudini non è stato facile. Ancora adesso che potrebbe prendersela comoda, la donna continua a svegliarsi alle 5 del mattino, ma farlo non le pesa più. Ora ha intrapreso una professione poco impegnativa: un lavoro part-time nel settore della consulenza che la impegna dalle 5 alle 10 ore settimanali.

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25 Febbraio 2024, 15:28

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