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Maurizio Gasparri: “Amadeus via dalla Rai? Chi se ne frega! È un ‘soubretto’ come tanti”

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17 Aprile 2024, 16:14

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Maurizio Gasparri commenta il divorzio di Amadeus dalla Rai in un’intervista a Radio Radicale. Il senatore di Forza Italia e componente della Commissione di Vigilanza Rai non è né dispiaciuto né preoccupato per il passaggio del conduttore a Warner Bros Discovery. “L’addio di Amadeus alla Rai? È morto? No, e allora chi se ne frega, vada da un’altra parte – sentenzia – Lui è un ‘soubretto’ come ce ne sono stati tanti in Italia. Abbiamo vissuto decenni senza Amadeus alla Rai, penso che sopravvivremo”. “Ieri a un certo punto – prosegue – mentre c’erano i problemi della guerra e le audizioni dei ministri degli Esteri e della Difesa, vedevo che in tanti mi telefonavano per sapere di Amadeus. All’inizio pensavo che si riferissero a un generale americano, tipo Petraeus, poi ho capito che Amadeus era proprio quello lì”.

“A quelli del Nove dico solo di comprare ad Amadeus delle giacche più sobrie, perché ogni tanto, facendo zapping, vedo queste giacche blu a pallini neri – aggiunge – Fabio Fazio? Non lo guardavo sul tasto comodo del telecomando, figuratevi se lo vedo adesso sul Nove. Fiorello invece in Rai ci deve rimanere, perché è la Rai che va da Fiorello, non Fiorello che va dalla Rai”.

Maurizio Gasparri e Silvio Berlusconi (Foto Instagram)

Beppe Vessicchio: “In Rai il governo interno è sottoposto a tante pressioni”

Ad applaudire alla “scelta di vita” di Amadeus è il maestro Beppe Vessicchio. “La Rai è diventato il luogo in cui il governo interno è sottoposto a tante pressioni – afferma in un’intervista al “Corriere della Sera” – l’artista ha un’identità e una sua sensibilità. Non so che cosa possa fare un uomo che era la Rai con format ben identificati. Li porterà con sé o ne creerà di nuovi? Sarà interessante capirlo”. “Amadeus ha dato prova delle sue capacità quando ha preso in mano il Festival di Sanremo, ricordiamo che durante il Covid lo ha fatto senza pubblico all’Ariston – sottolinea il direttore d’orchestra – Ha mostrato una capacità di gestione del fenomeno festival senza precedenti. Non si è mai ripetuto, ha avuto il coraggio di seguire una sua direzione. Mi sembrava troppo sbilanciato sulla musica attuale e meno attento alla tradizione ma credo che abbia smentito anche le mie osservazioni tra la serata delle cover il venerdì e il rilancio da parte dei giovani”.

Beppe Vessicchio (Foto Instagram)

“Se Amadeus mi chiama lo seguo al Nove”

Beppe Vessicchio svela che seguirebbe Amadeus al Nove qualora lo chiamasse. “E’ una persona che stimo. Poi naturalmente dipende dai contenuti”, dice. “La difficoltà nel lavorare in Rai è il potere che puoi avere in una struttura così complessa – conclude il 68enne – Amadeus alla Nove chiederà garanzie di autonomie, seguendo la scia di chi ha lasciato la Rai per una rete diversa. In Rai è complicato perché le strutture che la governano sono potenti: direttori di rete, vicedirettori, responsabili di palinsesto, i capistruttura appartengono a una rete già consolidata che tenderà a tirare la corda dalla propria parte. Amadeus ha fatto bene negli ultimi anni perché aveva capito che doveva accentrare su di sé tutto prendendosi la responsabilità di qualunque cosa”.

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17 Aprile 2024, 16:14

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