Televisione

Lidia Vivoli, la palermitana scampata ad un femminicidio: “Ho lottato per vivere”

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21 Dicembre 2023, 19:13

3' DI LETTURA

Lidia Vivoli, una donna originaria di Palermo ridotta in fin di vita dal suo ex compagno, è stata ospite di Bianca Berlinguer a “È sempre Cartabianca”. Lidia ha lottato contro il suo aggressore e alla fine è riuscita a sopravvivere. Le foto che mostrano i segni della violenza subita sono impressionanti.

Lidia Vivoli (Foto da video)

Il racconto dell’aggressione

Avevo una storia con una persona, è durata appena dieci mesi – ha raccontato Lidia Vivoli – Io lavoravo, facevo l’assistente di volo. Lui non lavorava. Dopo dieci mesi c’era qualcosa che non andava, ma non potevo immaginare. Gli chiesi semplicemente di trovarsi un lavoro visto che pretendeva un mantenimento che non riuscivo a dargli. Lui, che si era trasferito a casa mia, mi disse che sarebbe tornato a casa sua. Mentre dormivo, una notte, mi ha detto che doveva andare in bagno e che poi sarebbe passato dalla cucina a bere dell’acqua. In realtà, in cucina ha preso una bistecchiera in ghisa, me l’ha rotta sulla nuca e poi con delle forbici mi ha accoltellato. Mi ha rotto tre costole, è esploso un timpano, mi ha soffocato con il filo del ventilatore e dell’abat-jour. Insomma, io ho lottato per salvarmi”.

Lidia Vivoli (Foto da video)

“Dopo 2 ore e 45 minuti, l’ho convinto ad andare via”

“Era già stato violento precedentemente?”, ha chiesto Bianca Berlinguer. “Mi aveva dato uno schiaffo – ha risposto Lidia Vivoli – Lui pensava che io non lo mantenessi più. Io ho voluto il mio bancomat e la mia automobile. È un affronto una donna che osa dire all’uomo vai a lavorare. Quindi lui mi ha fatto stare tranquilla per tentare di uccidermi. Non c’è riuscito, io mi sono difesa, l’ho colpito nell’unica parte in cui potevo colpire un uomo e l’ho convinto ad andare via facendo la mediatrice del mio sequestro. Quando è andato via, dopo 2 ore e 45 minuti, ho chiamato i soccorsi, ho chiamato mia madre e fui portata in codice rosso in ospedale. Ero in fin di vita, mi salvai”.
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Lidia Vivoli (Foto da video)

“Al processo mi chiesero se ero una prostituta”

“Iniziò il primo processo – ha proseguito – Io ho scoperto che l’imputato ha il diritto di mentire, che se non veniva trovato nell’arco delle 24 ore non sarebbe andato neanche in custodia cautelare. Era il 2012. Viste le prove sia le foto della Scientifica che i referti medici che convalidavano la mia versione, lui fu condannato per tentato omicidio e sequestro a quattro anni e sei mesi. Questa la prima condanna”.
“Uscendo dal carcere, lui mi ha perseguitato di nuovo e ripicchiata – ha svelato Lidia Vivoli – Processo ordinario…la domanda fu: ‘Lei ha mai fatto la prostituta? Perché il signore ci dice che l’ha scoperta a fare la prostituta’. Io sono rimasta sconvolta, ho detto ‘no’. Poi mi hanno chiesto: ‘Ha mai tradito il suo primo marito?’. Io ho detto ‘no’. A quel punto, il mio avvocato e la pm si sono alzati urlando. Il giudice ha detto. ‘Avvocato, perché queste domande?’. La risposta dell’avvocato donna di lui è stata: ‘Noi dobbiamo capire qual è la moralità e la personalità della persona offesa per capirne l’attendibilità’”.

Lidia Vivoli, Bianca Berlinguer e Mauro Corona (Foto da video)

“Questi uomini non pensano di essere violenti”

“L’avvocato deve difendere il suo cliente, ci mancherebbe, ma fare il boia nei confronti della vittima non credo che faccia parte del mestiere dell’avvocato – ha sottolineato – Io capisco le donne che hanno paura di denunciare. Tu non dovresti avere paura di andare in tribunale a testimoniare. Io sono stata molto stressata da questa situazione e capisco chi ha paura. Ma non dobbiamo arrenderci, la paura deve darci il coraggio di andare avanti a testa alta perché noi siamo cittadini onesti e perbene”. Infine, Lidia Vivoli ha detto di non credere nella rieducazione: “Questi uomini non pensano di essere violenti, pensano di essere giusti. Siamo noi che abbiamo sbagliato, loro credono che la colpa sia nostra”.

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21 Dicembre 2023, 19:13

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