Giletti in collegamento da Odessa si rifiuta di fermare la diretta: "I stay here, don't worry be happy"

Giletti in collegamento da Odessa si rifiuta di fermare la diretta: “I stay here, don’t worry be happy”

Daniela Vitello

Giletti in collegamento da Odessa si rifiuta di fermare la diretta: “I stay here, don’t worry be happy”

| 04/04/2022
Giletti in collegamento da Odessa si rifiuta di fermare la diretta: “I stay here, don’t worry be happy”

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Massimo Giletti è tornato in Ucraina. Ieri sera il conduttore si è collegato da Odessa e la puntata di “Non è l’Arena” si è aperta con un video che ha documentato il risveglio della città, e quindi anche il suo, sotto le bombe. “Buonasera a tutti, eccoci – ha esordito – Siamo qui a Odessa in diretta per vivere con voi un’altra puntata, un altro racconto dall’Ucraina. Avevamo immaginato un inizio molto differente, tant’è che mi ero fatto aprire il Teatro dell’Opera perché volevamo dare un segnale di speranza e di gioia. Poi abbiam dovuto cambiare perché sono arrivati i missili proprio questa mattina. Ci siam dovuti fermare perché è arrivato un botto fortissimo, han tremato i vetri, la casa vibrava, quindi abbiamo capito che era successo qualcosa molto vicino alla casa dove stavamo”. “Usare l’informazione e il mondo dei social può essere importante”, ha aggiunto motivando la sua scelta di tornare in Ucraina a distanza di due settimane dall’ultima volta.

Massimo Giletti in collegamento da Odessa (Foto da video)

“A differenza di quanto dice qualcuno non siamo al Grand Hotel”

La diretta è stata contrassegnata da diversi attimi di tensione. Giletti si è visto costretto ad interrompere più volte il dibattito per via di alcune esplosioni avvertite vicino al luogo da cui si è collegato con l’Italia. Il conduttore ha più volte rispedito indietro al mittente, ovvero agli addetti alla sicurezza che segnalavano una situazione di pericolo, l’invito a stoppare la diretta. “Ci dicono che ci sono state esplosioni molto vicino a noi, nella zona del porto di Odessa, a circa 700 metri in linea d’area da dove siamo – ha detto – Ci sono le sirene, noi abbiamo sentito i vetri tremare. Quello che vi possiamo dire è che i botti si sono sentiti molto forti anche in questo posto. Lo dico perché a differenza di quanto scritto da qualcuno con molta ironia non siamo al Grand Hotel”. “Sono qui con le sirene da attacco aereo e non sento Roma”, ha precisato. Per poi aggiungere rivolto a chi gli chiedeva di rientrare in hotel: “We stay here, I don’t stop, I don’t go on the shelter. Don’t worry, I stay here. Ok? We stay all here” (“Noi restiamo qui, non mi fermo, non vado al riparo. Non preoccupatevi, io resto qui. Ok? Noi restiamo tutti qui”).

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Massimo Giletti a Mykolaiv (Foto da video)

L’affondo di Selvaggia Lucarelli

Durante quegli attimi concitati, Giletti si è anche lasciato scappare una parolaccia. “Non rompere i cog*ioni, 45 minutes…- ha sbottato chiedendo altro tempo – Sì sì ho capito che siamo in onda, abbiate pazienza, anch’io c’ho i miei problemi qua. Continuano a esserci problemi ma noi andiamo avanti”. “25 seconds, dont’ worry be happy…ok?” (“25 secondi, non preoccuparti, stai sereno”), ha aggiunto. A rilanciare quest’ultima frase è stata Selvaggia Lucarelli che da settimane polemizza a distanza con il conduttore di “Non è l’Arena” accusandolo di spettacolarizzare la guerra. “Comunque, nella tragedia, ringraziamo Massimo Giletti che ‘DON’T WORRY BE HAPPY’ alla sicurezza ucraina”, ha ironizzato. “Per ragioni di sicurezza e strategia il governo ucraino ha vietato la pubblicazione di immagini dei bombardamenti alle infrastrutture, lo ha spiegato molto bene la giornalista prima ospite di In Onda. Alcuni giornalisti sono stati espulsi. Giletti ovviamente sta mostrando tutto”, ha sottolineato.

GUARDA IL VIDEO

Il tweet di Selvaggia Lucarelli

Corrado Formigli: “Il ruolo del conduttore è quello di stare in studio”

In un’intervista a “Fanpage”, Corrado Formigli – altro volto di punta di La7 – ha spiegato perché lui ha scelto di non andare in Ucraina: “Io credo che il collegamento in esterna debba portare un valore aggiunto e oggi quel valore aggiunto è il reportage dai luoghi che non riusciamo a raggiungere e conoscere, risvolti della guerra che non sono stati ancora mostrati”. “Penso che oggi il ruolo di un conduttore sia quello di stare in studio e far lavorare i propri inviati da lì – ha aggiunto il conduttore di “Piazzapulita” – Trovo meno interessante l’idea di andare lì per dire di esserci. Qualora dovessi andarci, mi piacerebbe fare qualcosa che gli inviati non sono stati in grado di fare, prendermi anche dei rischi che non mi sentirei di far correre ai miei inviati. È il motivo per cui non mi è venuto in mente di partire, ma è la mia linea sulla guerra, fermo restando che ognuno ha la propria sensibilità e lo rispetto profondamente”.

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Pubblicato il 04/04/2022 16:22
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