Trovato morto l'uomo che si spacciava per "Irene", la fidanzata inesistente del 24enne suicida

Trovato morto l’uomo che si spacciava per “Irene”, la fidanzata inesistente del 24enne suicida

Daniela Vitello

Trovato morto l’uomo che si spacciava per “Irene”, la fidanzata inesistente del 24enne suicida

| 06/11/2022
Trovato morto l’uomo che si spacciava per “Irene”, la fidanzata inesistente del 24enne suicida

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Martedì scorso l’inviato de “Le Iene” Matteo Viviani si era occupato del caso di Daniele, un 24enne morto suicida lo scorso settembre dopo aver intrecciato per circa un anno una relazione virtuale con una certa Irene Martini, una ragazza inesistente dietro al cui profilo si celava un 64enne. L’uomo è stato trovato senza vita nella sua abitazione a Forlimpopoli. Secondo quanto riporta “Fanpage.it”, il cadavere è stato rinvenuto stamani. Sono in corso delle indagini anche se verosimilmente l’uomo si sarebbe tolto la vita.

Roberto, il padre del ragazzo morto suicida

La condanna era stata convertita in una sanzione pecuniaria

“Non essendoci stata estorsione di denaro – ricostruisce “Fanpage.it” – a giugno scorso la Procura ha ritenuto di chiedere l’archiviazione di quello che appare come il reato principale – quello di morte come conseguenza di altro delitto – chiedendo e ottenendo per il 64enne un decreto penale di condanna per ‘sostituzione di persona’, ma la condanna è stata convertita in una sanzione pecuniaria di 825 euro”.
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Daniele, il ragazzo morto suicida

La lettera del padre di Daniele a Giorgia Meloni

Roberto, il padre di Daniele, si era rivolto a “Le Iene”. Quindi, attraverso l’Ansa, aveva fatto pervenire una lettera al presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “In questi giorni – recitava la missiva – si sta parlando tanto di Daniele, grazie al servizio mandato in onda alle Iene qualche giorno fa, ripreso successivamente da molti quotidiani nazionali e locali. Mio figlio è stato vittima di quello che oggi è chiamato ‘catfishing’, una relazione virtuale nata sui social con una ragazza, dietro la quale si celava la figura di un uomo di 64 anni. Se oggi sono qui a scriverle questa lettera è perché credo fermamente nella giustizia italiana, ma ad oggi non abbiamo riscontrato nessun esito positivo. Questa relazione virtuale ha portato alla morte di mio figlio. Non si utilizzano solo le armi, intese come oggetti, per uccidere; le parole, le illusioni, le sostituzioni di persona possono avere lo stesso potere di un’arma e provocare la morte”.

Lo scambio di messaggi tra Daniele e la finta Irene

“La vita di mio figlio vale 825 euro?”

Ed ancora: “Ad oggi, l’uomo responsabile di tutto questo si trova a piede libero, si sveglia ogni mattina e se ne va per le vie del suo Paese, come se nulla fosse accaduto. Per la Procura il caso è da archiviare con una sanzione di 825 euro. La vita di mio figlio vale questo? Non avrò più indietro Daniele, nel frattempo, colui che ritengo il responsabile di questo tragico evento è libero e i carabinieri hanno addirittura scoperto che ha continuato con questo gioco sporco. Ciò che è accaduto a mio figlio è di una gravità immane e molti altri ragazzi e ragazze sono vittime di questi inganni. Tanti riescono a salvarsi, tanti altri no. È mai possibile che non venga riconosciuta una pena severa per questo tipo di reato? Ecco il motivo che mi ha spinto a scriverle, spero vivamente che questa storia, la morte di un figlio, possa servire a rivedere alcune leggi e far sì che chi commette questi reati venga punito severamente”.

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Pubblicato il 06/11/2022 18:03
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