Rita Dalla Chiesa: "Qui abbiamo assistito impotenti alla sofferenza che investiva la nostra famiglia"

Rita Dalla Chiesa: “Qui abbiamo assistito impotenti alla sofferenza che investiva la nostra famiglia”

Daniela Vitello

Rita Dalla Chiesa: “Qui abbiamo assistito impotenti alla sofferenza che investiva la nostra famiglia”

| 16/10/2021
Rita Dalla Chiesa: “Qui abbiamo assistito impotenti alla sofferenza che investiva la nostra famiglia”

4' DI LETTURA

  • La conduttrice sbarca a Torino per presentare il libro “Il mio valzer con papà”
  • In un post, spiega perchè per tanti anni non ha più messo piede in questa città
  • “Nonostante tutto, niente e nessuno ci ha mai piegato. Anche dopo quello che è successo a Palermo”

“In questo libro ho voluto parlare di mio padre in famiglia, in quel valzer che mi faceva ballare quando ero piccola e che per me rappresenta il valzer della vita”. Rita Dalla Chiesa descrive così “Il mio valzer con papà”, il libro che ha dedicato al padre, il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, ucciso a 62 anni in un agguato mafioso a Palermo insieme alla moglie Emanuela Setti Carraro e all’agente Domenico Russo. Oggi la conduttrice presenterà il libro a Torino, città nella quale non ha messo piede per anni per i motivi che spiega in un post condiviso su Instagram.

Rita Dalla Chiesa (Foto Instagram)

“Torino è la città dove non sono più riuscita a tornare per anni”

“Da sola, in un albergo di #Torino, aspettando domani mattina – scrive – Presenterò al Salone del Libro #ilmiovalzerconpapà . Emozione, tanta, ma anche un po’ di tristezza. Torino è la città dove è nata mia figlia, ma dove se ne è andata, a soli 52 anni, mia mamma. E’ la città dove mio padre ha cominciato a combattere le brigate rosse, con tutta la tensione e la paura nelle quali vivevamo anche noi. E’ la città dalla quale è dovuta scappare, in piena notte, mia sorella, con suo marito e il suo bambino piccolo, per le minacce ricevute al telefono da un terrorista. E’ la città dove non sono più riuscita a tornare per tanti anni. E dove stasera, scendendo dal treno, cercavo di non guardarmi troppo intorno”.

Carlo Alberto Dalla Chiesa con i figli e la nuora Emilia (Foto Facebook)

“Nonostante tutto, niente e nessuno ci ha mai piegato”

“E adesso, in questa camera con la tv accesa, cerco di ritrovare anche le cose belle che, però, ci ho vissuto, prima che la nostra vita ricevesse uno schiaffo così forte – prosegue – Qualcuno ha detto ‘Per ognuno di noi c’è stato un momento particolare in cui gli è cambiata completamente la vita’. Ecco, Torino fa parte di uno dei troppi momenti in cui abbiamo assistito impotenti alla sofferenza che investiva la nostra famiglia. Ma niente e nessuno ci hanno mai piegato. Anche quando a Palermo qualcuno ha pensato di averlo fatto. Ma mio padre è più vivo e presente di prima. E io continuo a ballare il mio valzer con lui”.

Nell’immagine di copertina del libro, Rita Dalla Chiesa è ritratta mentre balla il valzer con il padre. La foto è stata scattata al Circolo Ufficiali di Palermo il 5 giugno del 1968. Il 5 giugno ricorre la Festa dell’Arma dei Carabinieri.

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Rita Dalla Chiesa in albergo a Torino (Foto Instagram)

“Il mio valzer con papà”

«Ricordo, una sera, che eravamo al circolo ufficiali, e mio padre mi chiese di ballare. Finalmente era solo il mio papà, non il generale dalla Chiesa. Ballammo un valzer, Sul bel Danubio blu, e io ero felice. Lui con la sua divisa di gala, e io con un abito lungo giallo pastello. La foto di quel valzer con papà, per me, rappresenta tante cose. Soprattutto una spensieratezza che non era certo la nostra compagna di vita».
I ricordi di bambina cresciuta con la famiglia in una caserma dell’Arma cambiando spesso città. L’adolescenza ribelle e il non saper stare troppo “nei ranghi”. Il varcare la soglia dell’età adulta fatta di nuove consapevolezze. Ma, accanto a lei, l’uomo che nonostante la sua triste e prematura scomparsa non smetterà mai di ballare insieme alla sua adorata figlia.

Carlo Alberto e Rita Dalla Chiesa (Foto da video)

Questa è l’immagine che Rita dalla Chiesa ha di suo padre Carlo Alberto, per tutti noi figura simbolo della lotta delle istituzioni italiane contro il terrorismo e la mafia, vittima nell’82 di un infame agguato. In occasione dei cento anni dalla sua nascita, l’autrice ci regala il ritratto commosso, orgoglioso, tenero e vivido, di un uomo che ha incarnato il senso della giustizia e della capacità di lotta contro le diverse forme del male sociale. Ma, soprattutto, l’omaggio di una figlia che ha perso tragicamente suo padre, strappato troppo presto all’affetto suo e dei suoi fratelli.

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Pubblicato il 16/10/2021 12:22
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