Giancarlo Giannini e il figlio stroncato da aneurisma: "Mi aveva chiesto cosa c'è dopo la morte"

Giancarlo Giannini e il figlio stroncato da aneurisma: “Mi aveva chiesto cosa c’è dopo la morte”

Daniela Vitello

Giancarlo Giannini e il figlio stroncato da aneurisma: “Mi aveva chiesto cosa c’è dopo la morte”

| 23/07/2022
Giancarlo Giannini e il figlio stroncato da aneurisma: “Mi aveva chiesto cosa c’è dopo la morte”

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Giancarlo Giannini, 80 anni il primo agosto, si racconta in un’intervista al “Corriere della Sera”. “Non festeggerò, non sono tipo da anniversari, non mi importa del passato, penso al futuro, alle cose che posso ancora fare – svela – (…) Vengo da studi scientifici, tra noi non umanisti ci riconosciamo, siamo umili. Ancora oggi mi sento un perito elettronico mancato. Sono un uomo libero che non ha mai avuto santi in Paradiso, che continua a lavorare giocando, che ama la discrezione e la solitudine”.

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Giancarlo Giannini con il figlio Adriano (Foto Instagram)

“Il mio mondo è fatto di cose semplici e sogni”

Nessun capriccio da star sul set. “Una delle poche richieste è di avere una stanza d’albergo con il cucinino – confessa – mi piace prepararmi da mangiare a fine giornata sul set. Da mia nonna Luisa ho preso l’abitudine di non buttare mai gli avanzi. Una volta in America volevano intervistarmi per un film, invece ho parlato per un’ora della mia pasta al pesto, da allora mi chiamano The king of pesto. Lo considero un nettare divino”. “Mi riporta alla mia Liguria – spiega – ai contadini della mia terra, gente splendida, tenace, tosta. Hanno un motto che è anche il mio: se ho poco, devo vivere con poco. Il mio mondo, come dico nella mia autobiografia, Sono ancora un bambino (ma nessuno può sgridarmi), è fatto di cose semplici e di sogni”.

Giancarlo Giannini e Amedeo Minghi (Foto Instagram)

“Mio figlio mi aveva chiesto cosa c’è dopo la morte”

“Ho raccontato anche il mio più grande dolore, la perdita di Lorenzo, mio figlio primogenito, morto nel 1987, a 19 anni, per aneurisma – aggiunge l’attore – Voglio cancellare questa parola. Un giorno, stranamente, mi aveva chiesto cosa c’è dopo la morte. Non sapevo come rispondere, gli raccontai una favola, immagina tanti colori nello spazio, esistono ma poi finiscono, è come una montagna da scalare, raggiungi altri colori…Gli raccontai la morte come una sensazione di conoscenza. Ero disperato ma non ho pianto, mi sono fatto forza anche per gli altri familiari, ho pensato che ha raggiunto la conoscenza, che sta meglio di noi che ci poniamo domande e non era solo una luce consolatoria”.

Monica Vitti e Giancarlo Giannini

L’amicizia con Vittorio Gassman

Giannini dichiara di aver visto “morire tutti” i grandi attori con cui ha lavorato. “A volte, quando vengo fermato per strada e magari qualcuno riconosce il volto ma non gli viene il mio nome, e mi scambia per Gassman, Mastroianni, Tognazzi, Manfredi, faccio l’autografo al posto loro”, confida. A Vittorio Gassman era legato da una profonda amicizia. “Aveva un’umanità straordinaria, fragile, dolcissimo – ricorda – mi aveva preso come confidente, mi parlava della sua depressione, è come se avessi la luce spenta, diceva. Aveva paura della solitudine. Lo assecondavo quando si rattristava. Aveva una memoria straordinaria, una volta gli confessai che non sapevo la parte e mi rispose: basto io per tutti e due. E mi sul set mi suggerì le battute come un ventriloquo”.

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Pubblicato il 23/07/2022 12:01
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