Simona Ventura: “Corona era diabolico ma non intelligente, altrimenti sarei morta”

Daniela Vitello

Simona Ventura: “Corona era diabolico ma non intelligente, altrimenti sarei morta”

| 21/12/2019

Ospite di Peter Gomez a “La Confessione” in onda sul canale Nove, Simona Ventura ripercorre i suoi rapporti di lavoro con Lele Mora e Fabrizio Corona. Il primo è stato il suo manager per anni. “Lele Mora è stato una persona a me molto vicina, è durato più il sodalizio con lui che il mio matrimonio – confessa – Eravamo un’incredibile Spa. Lui era un po’ il cardinale Richelieu della politica italiana, da lui c’era odore di casa. Quando è cominciato un certo tipo di successo che non si basava più sul talento ma su personaggi come Costantino e Daniele, c’è stato un vortice che l’ha sopraffatto. Le nostre strade si sono separate perché quell’agenzia non aveva più la stessa mission che avevo io. Ho detto a Lele: o scegli me o altre persone. Lui ha scelto altre persone”.

Il riferimento, neanche a dirlo, è a Fabrizio Corona. Il periodo è quello precedente lo scandalo Vallettopoli nel 2007. SuperSimo viene chiamata a testimoniare dal pm Woodcock. Nel frattempo, è assediata dai paparazzi.

“Quello che stava facendo Corona era stalking. Ricordo una volta in Sardegna, una domenica vado a messa con mio marito, c’erano pure Formigoni e Nina Moric – racconta – Esco e vedo i paparazzi. Mai visti i paparazzi in chiesa, siamo finiti sui giornali e da lì è iniziata una cosa strana. Vedevo i paparazzi dovunque andassi. Ho cominciato a non fidarmi più di Lele, così quando mi chiedeva dov’ero gli mentivo. Fino a un certo punto Fabrizio nell’agenzia di Lele era perfetto, faceva servizi con posati. Ma i soldi erano talmente tanti… Ha tentato di beccarmi tante volte ma non ci è mai riuscito. Fabrizio è stato diabolico ma non intelligente, se lo fosse stato, noi eravamo morti. La sua foga l’ha fatto sbagliare. Essere convocati da Woodcock è stato terribile, non ero abituata a queste cose. Mi chiamarono al Servizio centrale operativo di Roma, avevo il cuore in gola. Mi fecero registrare un colloquio con Corona. Avevo una paura pazzesca, facevo la bonifica in casa”.

“Se merita quello che sta subendo ora? Mi sembra tanto, ma lui non riesce a frenare, non capisce qual è il limite che non deve attraversare – aggiunge – Lui, con il fatto di sentirsi invincibile, si è schiantato all’ultimo miglio. Caro Fabrizio, abbiamo litigato tanto. Ti ho imputato tante cose, e tu a me. Mi hai fatto testimoniare a un processo. Ma credimi che in questo momento mi dispiace per quello che sta accadendo. Non provo vendetta, non provo rancore. Sono umanamente vicina a te, a tuo figlio, alla tua famiglia. Eri un ragazzo meraviglioso e intelligente, ci sono cose belle che hai fatto. Ricomincia da quelle per ricostruire il Fabrizio Corona che ho conosciuto fino a un certo punto. Ti auguro ogni bene”.

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