Francesca Barra, l'aborto e il dolore per la sua "pancia vuota": "E' un lutto sottovalutato" - Perizona Magazine

Francesca Barra, l’aborto e il dolore per la sua “pancia vuota”: “E’ un lutto sottovalutato”

Daniela Vitello

Francesca Barra, l’aborto e il dolore per la sua “pancia vuota”: “E’ un lutto sottovalutato”

| 14/09/2019

Lo scorso maggio Francesca Barra ha perso il bambino che aspettava da Claudio Santamaria. Una ferita difficile da rimarginare che […]

Lo scorso maggio Francesca Barra ha perso il bambino che aspettava da Claudio Santamaria. Una ferita difficile da rimarginare che ha messo in dubbio la sua presenza alla Mostra del Cinema di Venezia al fianco del marito.

“Due settimane prima mi ero svegliata nel cuore della notte e avevo detto a Claudio: ‘Non so se riesco a venire con te, non sono in forma, né fisica, né emotiva. Questo lutto è ancora troppo vivo dentro’ – svela al “Corriere della Sera” – Lui mi ha abbracciata e mi ha risposto: ‘Senza di te non ce la posso fare. Sarà una cosa diversa, ma l’affronteremo insieme’. Il giorno dopo ho cominciato ad allenarmi nella palestra dell’ex tennista Sara Ventura, una donna che sa cosa vuol dire ripartire dopo un fallimento”.

E così la scrittrice e giornalista ha sfilato sul red carpet mano nella mano con l’attore sposato due volte: la prima a Las Vegas nel novembre 2017 e la seconda nel luglio 2018 a Policoro, in provincia di Matera (entrambi sono originari della Basilicata, ndr.). La Barra ha indossato un abito elegante e si è presentata in passerella con quella che lei chiama “la mia pancia vuota”.

“Avevamo cercato quel figlio dal primo momento, avevo fatto tantissime punture di ormoni, ero anche finita in ospedale più di una volta… – racconta – Ricordo che quando finalmente il test di gravidanza era risultato positivo avevo fatto una corsa in cucina da Claudio per gridarglielo, è ancora lì dietro, accanto alle sue foto. Durante un controllo, avevo portato Emma e Greta per conoscere il sesso del fratellino o della sorellina. Ma il ginecologo le ha fatte uscire, c’erano dei problemi… Ho pensato: io lo voglio lo stesso questo figlio. Ma non avevo il coraggio di dirlo a Claudio, mi sembrava una forzatura. E invece lui mi ha guardato e ha detto: ‘Io comunque lo voglio lo stesso’. Da quel momento abbiamo fatto di tutto, consultato medici diversi, spedito ecografie, tentato in ogni modo”.

Fino al giorno in cui il suo sogno di diventare madre per la quarta volta (Renato, Emma e Greta sono nati dal suo primo matrimonio con Marcello Molfino, ndr.) si è infranto. “Ricordo il giorno che sono dovuta andare in clinica. Non volevo scendere dal taxi… – spiega – Quando sono tornata a casa, la sera, ho cercato di essere normale, per i bambini, e mi sono messa a cucinare. Mia madre era salita in fretta e furia dalla Basilicata, diceva: ‘Ma vai a stenderti e a riposare’. Il giorno dopo il padre dei miei figli è venuto a prenderli e Claudio mi ha portata sul lago, dove ho pianto per tre giorni…Per la prima volta mi sono sentita vulnerabile. Ero stata troppo sicura di me, non avevo mai messo in conto nessun pericolo. Mi sentivo baciata da Dio, invincibile. E invece…”.

La Barra ha ricevuto la solidarietà di tante donne sui social. “Ho capito che siamo in tante ad aver provato questo dolore e a esserci sentite sole – dice – Molti pensano che tu non stia vivendo un vero lutto, perché il bambino non è mai nato. Ma come? Io e Claudio lo abbiamo visto mentre aveva il singhiozzo, gli abbiamo sentito battere il cuore, abbiamo guardato le sue mani e le sue braccia muoversi… È un lutto sottovalutato, come se esistesse un metro del dolore e quello per un figlio mai nato non misurasse abbastanza. E poi ho scoperto un’altra cosa, che non è successa a me: in tante dopo l’aborto vengono messe in stanza con donne che hanno appena partorito… Non c’è abbastanza sensibilità verso chi perde un figlio. Non abbiamo voluto sapere se fosse maschio o femmina, ai bambini abbiamo spiegato che era diventato una stella per proteggerli ogni giorno”.

In questi mesi, la giornalista non ha trovato consolazione in niente. “E’ inutile quando ti dicono che hai altri figli, come se potessero sostituirsi l’uno con l’altro – dichiara – Se perdi un dito lo perdi e basta, anche se ti restano le altre. Però avevo delle responsabilità, anzitutto verso i bambini. Ho dovuto farmi forza, sorridere, siamo stati senza tata per quattro mesi, avevo la casa da sistemare… E poi c’era da finire il romanzo con Claudio”.

L’intenzione è comunque quella di riprovarci. “Anche se ci fosse solo una possibilità su un milione, noi non perdiamo la speranza. Adesso mi affido solo alla volontà di Dio”, chiosa.

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