Il dramma di Marco Giallini: "Mia moglie è morta dalla mattina al pomeriggio" - Perizona Magazine

Il dramma di Marco Giallini: “Mia moglie è morta dalla mattina al pomeriggio”

Daniela Vitello

Il dramma di Marco Giallini: “Mia moglie è morta dalla mattina al pomeriggio”

| 06/04/2018

Cinquantadue anni, due figli, quaranta film girati nel corso dell’ultimo ventennio. Alla vigilia dell’uscita di “Io sono Tempesta” di Daniele […]

Cinquantadue anni, due figli, quaranta film girati nel corso dell’ultimo ventennio. Alla vigilia dell’uscita di “Io sono Tempesta” di Daniele Luchetti, Marco Giallini si racconta in un’intervista a “Vanity Fair”.

“La mia carriera è partita tardi. Anche per colpa mia – esordisce – Di provini, nella mia vita, ne avrò sostenuti cinque in tutto. Non andavo, mi dava fastidio bussare alle porte, non volevo vedere sul volto degli altri l’imbarazzo. Non volevo pensassero: ‘Arieccolo'”.


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Il popolarissimo attore spiega così il grande valore della dignità appreso dai genitori: “Quando hai dignità puoi fare di tutto senza vergognarti, anche chiedere i soldi in prestito. I miei avevano una dignità enorme. Erano dei fricchettoni fuori tempo e fuori contesto. Andavano alla ricerca della libertà senza strumenti, ma a testa alta. Avevano coraggio. A mamma dicevano: ‘Guarda che Antonio ti tradisce’. Lei se ne fotteva. Usciva con il suo tacco rosso e la gonna sopra il ginocchio, attraversava la borgata fieramente e ad abbassare gli occhi erano sempre gli altri”.

Quindi Giallini racconta il periodo più buio della sua vita, quello seguito alla morte della moglie Loredana, stroncata nel 2011 da un’emorragia cerebrale. Loredana era “tutto. La madre dei miei figli, la donna con cui sono stato per trent’anni e che, dopo essersi sentita male, se ne è andata dalla mattina al pomeriggio senza che io le abbia potuto dire neanche ciao…I suoi genitori mi hanno trattato come un parente stretto e io non ho avuto nemmeno il tempo di salutarla. La sua morte è un evento che né io né i miei figli abbiamo mai metabolizzato. Non ne abbiamo mai parlato. Non siamo mai andati al cimitero insieme, anzi, in 7 anni, al cimitero sono andato due volte in tutto. Le fotografie le ho a casa, ma non le guardo, non è roba per me perché lei è ovunque, nei ricordi, nelle stanze, nei viaggi a Barcellona che non farò più. Ho un fratello che ha qualche problema. Un altro che non c’è più. La vita mi ha colpito, ma raccontarlo mi sembra inutile…Da anni, per non pensare, non mi faccio più neanche le canne. Perché se fumo penso e se penso, poi penso a mia moglie che non c’è più o al futuro dei miei figli”.

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