L'ultimo saluto a David Sassoli, la moglie: "Sarà dura, durissima, senza di te"

L’ultimo saluto a David Sassoli, la moglie: “Sarà dura, durissima, senza di te”

Daniela Vitello

L’ultimo saluto a David Sassoli, la moglie: “Sarà dura, durissima, senza di te”

| 14/01/2022
L’ultimo saluto a David Sassoli, la moglie: “Sarà dura, durissima, senza di te”

Funerali di Stato per il presidente del Parlamento Europeo

  • Davanti alla chiesa tanti cittadini comuni che lo consideravano uno di famiglia
  • La messa officiata dall’amico di infanzia: “Ha vissuto la malattia con dignità”
  • Le commoventi parole della moglie: “L’amore non si divide, si moltiplica”

Un’ondata di commozione ha accompagnato la scomparsa di David Sassoli. Il presidente del Parlamento Europeo, per tanti anni anchorman del Tg1, si è spento a 65 anni lo scorso 11 gennaio nel Centro di Riferimento Oncologico di Aviano. Ieri il feretro è stato esposto nella sala della Protomoteca del Campidoglio. A rendergli omaggio, in forma privata, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il premier Mario Draghi.

David Sassoli (Foto Facebook)

I funerali di Stato

Oggi nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, a Roma, sono stati celebrati i funerali di Stato. Oltre a Mattarella e Draghi, presenti anche il presidente del Consiglio Ue Charles Michel e il presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen. Quest’ultima, nei giorni scorsi, ha ricordato così David Sassoli: “Un uomo che ha lottato per la giustizia e la solidarietà e un buon amico”. Davanti alla Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, tanti cittadini comuni per i quali Sassoli è diventato negli anni uno di famiglia con il suo garbo attraverso gli schermi della tv. Il feretro, avvolto dalla bandiera dell’Unione Europea,  è stato salutato dal picchetto d’onore.


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Papa Francesco e David Sassoli (Foto Facebook)

L’omelia

La messa, durata un’ora e mezza, è stata officiata dall’arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi, compagno di scuola di Sassoli al liceo Virgilio di Roma. “Tanti lo consideravano uno di noi per quell’aria empatica, un po’ per tutti era un compagno di classe, quello che tutti avremmo desiderato, che sicuramente ci avrebbe aiutato – ha detto durante l’omelia – Credente sereno, senza evitare dubbi, pieno di rispetto e garbo, come il suo carattere. Era un uomo di parte e un uomo di tutti, perché la sua parte era quella della persona (…) Beato anche nella sofferenza della malattia, vissuta con dignità senza lamentarsi. David era un uomo di tutti, la politica per lui era democrazia, voleva un’Europa Unita”.

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David Sassoli e Mario Draghi (Foto Facebook)

Le parole della moglie

Commoventi le parole di Alessandra Vittorini, moglie di David Sassoli, e dei due figli Livia e Giulio. “‘E’ davvero troppo presto’. Questo mi dicevi solo due settimane fa quando avevi capito già tutto mentre noi giocavamo a nasconderci la realtà sperando l’impossibile – ha detto Alessandra Vittorini (architetto e PhD Dottore di ricerca in Pianificazione territoriale e urbana, ndr.) con la voce rotta dall’emozione – Troppo presto davvero per le tante cose che dovevamo ancora dirci, per i progetti che ancora avevamo, per disegnare il futuro che immaginavamo ancora per noi due e per i nostri ragazzi. Ce le diremo ancora, caro Davide, quelle cose, disegneremo quei progetti e immagineremo quel futuro, distanti ma insieme più di prima. Cammineremo certi della tua presenza, che ci accompagnerà ancora ma in un altro modo, più denso e profondo. Perché ciò che si condivide torna sempre indietro, più forte e più vero, perché il vuoto prodotto da una perdita può trasformarsi in un pieno di passione, di valori e amore, perché l’amore non si divide, si moltiplica. Perché sarà dura, durissima, ma in questi anni ci hai dimostrato che niente è impossibile”.

Alessandra Vittorini, moglie di David Sassoli, con i figli Livia e Giulio (Foto da video)

La lettere dei figli

Livia e Giulio Sassoli hanno condiviso con i presenti una lettera scritta per il loro papà: ” Sono tre le parole che in questi giorni frenetici e di confusione mi girano nella testa.

DIGNITÀ, di chi non ha mai fatto pesare la malattia a nessuno, né ora né dieci anni fa. ‘Sì, ma io c’ho da fa’’, continuavi a ripetere a tutti in ospedale, dimostrandoci che, in un mondo di scuse e giustificazioni, l’unico modo che conoscevi per combattere fosse continuare a lavorare, a conoscere, ad alimentare le tue infinite passioni, sorridendo.

PASSIONE. Per il lavoro, per le tue sfide. Ma ci insegni che avere passione vuol dire anche coltivare la sensibilità e la cura per le piccole cose, per la storia delle persone, cosciente che da ognuna si possa imparare e che ognuna meriti di essere ascoltata. Un uomo ambizioso, ma che non ha mai ceduto ad egoismi e sotterfugi, un uomo disinvolto, dal sorriso guascone e gli occhi vispi ma che arrossiva ai complimenti. Che ci insegna che la popolarità ha senso solo se si riescono a fare cose utili.

E infine AMORE, forse è la più banale, ma è la parola che nelle tue ultime ore hai ripetuto più spesso, con le tue ultime forze e i tuoi ultimi sospiri. La pronunciavi e la ripetevi, la ripetevi, la ripetevi da sola, come un grido, come un’esortazione. Mi ha colpito perché fino alla fine non sei stato in grado di cedere allo sconforto, e fino alla fine ci hai parlato di speranza.

E allora cercheremo di proseguire con quello che ci hai insegnato, con idee forti ma dai modi gentili, curiosi e coraggiosi, nel tuo ricordo, col tuo sorriso. Buona strada papà. E, mi raccomando, ‘giudizio’”.

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