Giorgia Meloni: "Per mia figlia di 5 anni il vaccino è più rischioso del Covid"

Giorgia Meloni: “Per mia figlia di 5 anni il vaccino è più rischioso del Covid”

Daniela Vitello

Giorgia Meloni: “Per mia figlia di 5 anni il vaccino è più rischioso del Covid”

| 24/11/2021
Giorgia Meloni: “Per mia figlia di 5 anni il vaccino è più rischioso del Covid”

La leader di FdI senza freni a “Quarta Repubblica”

  • Prima stronca il green pass: “Il dibattito distoglie da quello che non si sta facendo”
  • Poi sentenzia: “Temo che la campagna vaccinale, seppure utile, da sola non basti”
  • Infine, spiega perchè non vaccinerà la figlia Ginevra di 5 anni
  • Guai a definirla “no vax”: “Chi esprime dei dubbi non è un mostro”

Ospite di Nicola Porro a “Quarta Repubblica”, Giorgia Meloni affossa il green pass ed esprime dei dubbi sulle vaccinazioni anti-Covid ai bambini. La leader di Fratelli d’Italia rifiuta l’etichetta di “no vax” e spiega perché è contraria a far vaccinare sua figlia Ginevra, 5 anni.

“Il vaccino è utile ma non è la soluzione definitiva”

“Il dominio scientifico non è esattamente la nostra competenza – esordisce – Abbiamo sempre chiesto quali fossero le evidenze scientifiche sulla base delle quali si facevano determinate scelte. Io ho contestato l’utilizzo che l’Italia ha fatto del green pass. L’Italia è la nazione che nel mondo lo ha utilizzato nella maniera più aggressiva, pesante. Questo per contestare il fatto che questo dibattito sul vaccino e sul green pass sembrava studiato per distogliere l’attenzione da tutto quello che non si stava facendo. La campagna vaccinale è una cosa molto importante ma da sola temo che non basti. Poi vi dirò anche come si favorisce la campagna vaccinale in un Governo serio. Quando ci hanno detto che il green pass era uno strumento di libertà, non avevano ragione perché se oggi stiamo parlando di lockdown, di regioni colorate, di cenoni a Natale con il limite della capienza, di proroga dello stato d’emergenza…A parte che c’è un problemuccio costituzionale perchè lo stato d’emergenza non lo puoi prorogare oltre i due anni. Non è più emergenza questa! Signori… o il green pass funziona e allora non devi prorogare lo stato d’emergenza o lo stato d’emergenza lo proroghi e quindi le misure che hai portato avanti fino adesso non funzionano così bene. Temo che andare avanti sulla stessa strada non ci porterà da nessuna parte. Noi abbiamo l’84% della popolazione vaccinata, è un dato altissimo. Se i contagi stanno risalendo vuol dire che il vaccino da solo non ferma il contagio e in alcuni casi, purtroppo, la morte. Il vaccino è utile ma non è una soluzione definitiva. Questo lo abbiamo sempre saputo”.


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Nicola Porro (Foto da video)

“Ci sono persone spaventate ma non sono no vax”

“L’alternativa al Green Pass? – aggiunge – Non dico che bisogna decuplicare il parco dei mezzi pubblici italiani, però in 2 anni potevamo utilizzare tutti i pullman privati per potenziare il parco autobus delle grandi città metropolitane italiane o magari utilizzare i taxi piuttosto che altri strumenti di trasporto come fanno per esempio in Turchia come mezzi di trasporto, una mano l’avrebbe data. Se lo Stato avesse comprato questi servizi in due anni avrebbe fatto tanto. Gli unici 100 milioni di euro messi su questo obiettivo, che secondo me era il tema numero uno del Covid, sono frutto di un emendamento di FdI. Noi non abbiamo mai fatto una critica senza fare anche una proposta. Noi abbiamo chiesto di fare di più e meglio, le cose difficili che il Governo non ha avuto mai la capacità di fare. Facile chiudere i ristoranti alle 18, è una riga di decreto, più difficile è mettersi a lavorare per potenziare mezzi pubblici. Sulla campagna vaccinale c’è ancora tanta confusione. La gente si preoccupa, è normale. Non sono no vax, sono persone spaventate. Lì cosa aiutava secondo me? E’ facile facile! Il Governo dovrebbe dare l’impressione che sei certo di quello che stai facendo. FdI ha portato un ordine del giorno in Senato dove dice ‘C’è il green pass? Il Governo dica chiaramente che in caso di problemi legati al vaccino, è pronto ad indennizzare i cittadini’. E’ stato bocciato! Serve responsabilità, il Governo deve assumersela, e serve trasparenza”.

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Giorgia Meloni e Andrea Giambruno con la figlia Ginevra (Foto ‘Chi’)

 “Per mia figlia il vaccino è più rischioso del Covid“

“Il fatto di non poter avere dei dubbi e aspettarsi risposte certe è un problema – conclude – Io a un certo punto ho detto ‘se la comunità scientifica mi convince la starò a sentire’ ma non m’ha convinto. Non può essere che sei un mostro perché hai un dubbio. ‘Sei un mostro tu che non mi dai la risposta che ti sto chiedendo’. Perché la scienza è scienza, non è opinione. Quindi tu mi devi dare una risposta chiara. Quando prendo una medicina non è che sto pregando Dio. Se apro il bugiardino c’è scritto di tutto e di più. Ogni volta che prendo una medicina, faccio una banale valutazione del rapporto rischio-beneficio. Il Covid viaggia molto velocemente ed è molto pericoloso per le fasce più anziane e per gli immunodepressi. Le darò un dato numerico: per un ragazzo da 0 a 19 anni la possibilità di morire di Covid è la stessa di essere colpiti da un fulmine. Se noi l’immunità di gregge non la raggiungiamo perché ci si contagia anche col vaccino, l’abbiamo capito o no che ci vacciniamo per noi stessi e non per gli altri? Atteso che io non vaccino mia figlia per raggiungere l’immunità di gregge, atteso che mia figlia ha la stessa possibilità di essere colpita da un fulmine, dall’altra parte siamo stati bravi ma abbiamo un vaccino che ha fatto in sei mesi le sperimentazioni che normalmente si fanno in dieci anni, per cui adesso ci rendiamo conto che c’è un problema di aumento di pericarditi, il rapporto rischio-beneficio sul vaccino di Ginevra è purtroppo a favore del rischio. Il rapporto rischio-beneficio sul vaccino di mia madre è a vantaggio del beneficio, tant’è che ha già fatto la terza dose. Sugli adulti, la possibilità che il Covid uccida è alta. E’ un fatto di buonsenso. Secondo me, disertare è smettere di farsi delle domande perché si ha paura della reazione del mainstream”.

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