Favino: "A Sanremo è andata bene ma la verità è che non mi voleva più nessuno"

Favino: “A Sanremo è andata bene ma la verità è che non mi voleva più nessuno”

Daniela Vitello

Favino: “A Sanremo è andata bene ma la verità è che non mi voleva più nessuno”

| 11/11/2021
Favino: “A Sanremo è andata bene ma la verità è che non mi voleva più nessuno”

L’intervista a cuore aperto dell’amatissimo attore

  • “L’ultimo bacio? Ero talmente invisibile che a me non ha cambiato nulla”
  • Il cinema nel Dna: “Ero un ragazzino da tre film al giorno”
  • “Se il Festival fosse stato un fallimento, sarebbe stato un cratere”

Cinquantadue anni e oltre sessanta film all’attivo, Pierfrancesco Favino si confessa in una lunga intervista al “Corriere della Sera” e racconta di come il cinema sia da sempre nel suo Dna: “Ero un ragazzino da tre film al giorno, zainetto in spalla andavo al festival di Venezia. L’esame per entrare all’Accademia è stato un passo verso l’ignoto. Ero il più piccolo. Tra i compagni di corso c’erano Fabrizio Gifuni e Luigi Lo Cascio, mi sembravano uomini fatti, loro 22 anni, io 19, tre anni di differenza ma mi sentivo Calimero”.

Claudio Baglioni, Michelle Hunziker e Pierfrancesco Favino (Foto Facebook)

“L’ultimo bacio? A me non ha cambiato nulla”


Tra i film che hanno contribuito ad accrescere la sua popolarità c’è “L’ultimo bacio” di Gabriele Muccino dove interpretata Marco, l’unico sposato del gruppo. “È stato un film importante, in cui io sono entrato dalla porta laterale grazie alla mia agente Graziella Bonacchi – svela – Sono felice di esserci stato ma a differenza di altri, obiettivamente a me non ha cambiato nulla, ero talmente invisibile. Per me il vero percorso è stato grazie a Bartali , El Alamein di Enzo Monteleone e Romanzo criminale di Michele Placido”.


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Pierfrancesco Favino, Gabriele Muccino e Claudio Santamaria (Foto Instagram)

“Sanremo è stato come un All in a poker”


Durante la sua carriera, l’attore ha vinto diversi David di Donatello, Nastri d’argento e anche una Coppa Volpi. Nel suo curriculum, figura anche un’edizione memorabile del “Festival di Sanremo”. Accettare quel ruolo fu per lui all’epoca un vero salto nel buio.

“Venivo da momento in cui avevo fatto teatro, appunto, e detto molti no, che nel nostro mestiere equivale a un ciao – confida – È stato come un All in a poker. Adesso sappiamo che è andata bene ma la verità che in quel momento non mi voleva più nessuno, sapevo che avrei rischiato tutto e che l’ambiente mi guardava molto male per questa cosa. Mi faceva incaz*are che le paure che mi spingevano a dire di no non erano le mie. Mi sono detto: ma hai quasi 50 anni, e rischi di non fare una cosa che sai ti appartiene per la paura del giudizio altrui?”.

Vincenzo Mollica e Pierfrancesco Favino (Foto Instagram)

“Tutti dovrebbero fare la tv popolare”

“Ho avuto la buona sorte di essere accompagnato da due matti, Claudio Baglioni e Michelle Hunziker – aggiunge – la buona sorte che nessuno si aspettasse nulla. È stato un successo, dunque un moltiplicatore. Fosse stato un fallimento, sarebbe stato un cratere. Penso che la tv popolare la dovremmo fare tutti, Mastroianni andava a prendersi in giro, Gassman a fare le capriole con Pippo Baudo. Io non faccio lo snob. Le persone hanno voglia di vederti. Diventi uno di famiglia”.

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