"Scherzi a parte", ex attrice: "Ho avuto la sensazione che di vero ci fosse ben poco"

“Scherzi a parte”, ex attrice: “Ho avuto la sensazione che di vero ci fosse ben poco”

Daniela Vitello

“Scherzi a parte”, ex attrice: “Ho avuto la sensazione che di vero ci fosse ben poco”

| 20/10/2021
“Scherzi a parte”, ex attrice: “Ho avuto la sensazione che di vero ci fosse ben poco”

Cristiana Lauro getta delle ombre sulla genuinità degli scherzi

  • Mette la mano sul fuoco sulla veridicità di quello ordito ai danni di Totti
  • Su altri, nutre dei forti dubbi e fa nomi e cognomi
  • “Credo che alcuni vecchi scherzi siano veri, molti altri no”

Si chiama Cristiana Lauro, fa l’attrice e in passato ha partecipato ad alcuni scherzi di “Scherzi a Parte”, programma appena concluso su Canale 5 che ha segnato tra l’altro il ritorno a Mediaset di Enrico Papi. Cristiana Lauro ha scritto una missiva a “Dagospia” in cui getta delle ombre sulla genuinità della trasmissione e in particolare di alcuni scherzi.

“Lo scherzo a Francesco Totti al ristorante era vero”

 “Avendo un passato di attrice, ne girai diversi (di scherzi, ndr.) fra cui quello famoso a Francesco Totti in un ristorante di Torvaianica, vicino a Roma – racconta – Fu divertentissimo in quanto vero, reale. Avevamo due complici calciatori: Di Biagio e Peruzzi, ma Pupone, allora ventunenne, scivolò simpaticamente nel trappolone in salsa di fica e ci ammazzammo tutti dalle risate. Quello scherzo era vero!”.


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Lo scherzo a Martina Stella (Foto da video)

“Su altri, ho avuto la sensazione che di autentico ci fosse ben poco”

“Su altri episodi che mi hanno vista partecipe come attrice, tuttavia, ho avuto la netta sensazione che di autentico ci fosse ben poco – prosegue – Ad esempio uno che girammo al mitico Bud Spencer. Ma non solo. Il giorno prima del debutto di una tournée teatrale dove recitai con Marisa Laurito (regia di Ugo Gregoretti) fu Marisa presa di mira. Ma lo sapevamo già tutti! Io avrei dovuto fare la pazza durante la prova generale e entrare in scena addirittura con una pizza margherita in mano che non c’entrava un tubo. Escludo che Marisa non ne sapesse nulla, considerando che mancava un giorno al debutto della pièce teatrale e avevamo tutti ben altro a cui pensare”.

Lo scherzo a Valeria Marini (Foto da video)

“Stefania Orlando si presentò alle dieci di mattina un po’ troppo truccata”

“Altro scherzo che mi fece sospettare fu quello a Stefania Orlando – svela – che addirittura incontrai prima in un bar di via Mazzini a Roma. Quindi quando girammo lo scherzo già mi conosceva da due ore. Si svolgeva in una scuola di equitazione e Stefania si presentò un po’ troppo truccata e conciata bene per essere una che alle dieci della mattina va a prendere lezioni di monta a cavallo. Non so nemmeno se andò in onda. Ricordo quando fu presa di mira Barbara d’Urso (scherzo sparito dalla rete ma a mio avviso verissimo, vista la sua simpatica e verace reazione gelosa di donna del sud).

Enrico Papi (Foto da video)

Lo scherzo a Massimo Ghini andò in fumo ma lui volle che gli attori fossero pagati

“Memorabile fu quello a Massimo Ghini che andò in vacca perché Massimo se ne accorse, disse ‘sto su Scherzi a Parte’ e fece sospendere le riprese – ricorda – La produzione tentò una trattativa (immagino per rifare lo scherzo in cambio di un compenso, ma è solo una mia deduzione, non so niente: ero solo una povera attrice), Ghini rifiutò ma si accertò che tutti noi ragazzi fossimo pagati e così fu. Lo scherzo non si girò, ma noi attori ricevemmo il compenso per la giornata di lavoro. Ghini non se ne andò fino a che non gli fu garantita la nostra copertura come lavoratori. Bravo Ghini! Alcuni di questi scherzi non sono nemmeno andati in onda. Ricordo quello ad Andrea Roncato dove io mi presentai, da copione, con un serpente pitone lungo due metri attorno al collo. A mio avviso era evidentemente concordato e non so se andò mai in onda. Roncato, in quell’occasione, non regalò la sua migliore performance di attore”.

Lo scherzo a Michele Cucuzza (Foto da video)

“Credo che visti i costi sia più conveniente pagare la vittima”

“Io credo che alcuni vecchi scherzi – come quello a Totti cui ho partecipato e posso testimoniare – siano veri, molti altri no – conclude – Ultimamente, visti i costi di allestimento dei set, credo sia più conveniente pagare l’artista, la vittima, la star. Costa meno di un allestimento che va a putta*e, come accadde con Massimo Ghini. E ricordate lo scherzo famoso della tigre nel garage di Leo Gullotta con Pamela Prati? Vi pare che non si firmi una liberatoria con tanto di assicurazioni prima di accettare di trovarsi di fronte a una bestia di quella ferocia? Scherzi a parte, non scherziamo!”.

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