L’influencer Paola Turani e il racconto crudo ed emozionante del suo parto

L’influencer Paola Turani e il racconto crudo ed emozionante del suo parto

Daniela Vitello

L’influencer Paola Turani e il racconto crudo ed emozionante del suo parto

| 12/10/2021
L’influencer Paola Turani e il racconto crudo ed emozionante del suo parto

Lo scorso 8 ottobre, ha dato alla luce il suo primogenito

  • Il piccolo si chiama Enea Francesco ed è frutto del suo amore per Riccardo Serpellini
  • La modella ha condiviso su Instagram gli scatti di un momento molto intimo come quello del parto
  • “L’esperienza più dolorosa e incredibile al tempo stesso! Quanta forza abbiamo noi donne in quel momento?”

Lo scorso 8 ottobre, Paola Turani ha dato alla luce il suo primogenito Enea Francesco, frutto del suo amore per l’imprenditore Riccardo Serpellini sposato nel 2019 dopo otto anni d’amore (LEGGI QUI). “Stiamo bene e soprattutto di una felicità indescrivibile! – ha scritto la neo mamma annunciando la sua nascita – Io sono già perdutamente innamorata di lui”.

La felicità e la sofferenza documentate in alcuni scatti

A distanza di alcuni giorni, la modella e influencer racconta in un lungo post l’esperienza del parto, “dolorosa” e insieme “incredibile” condividendo anche alcuni scatti di quel giorno che documentano la felicità ma anche la sofferenza di quei momenti che rimarranno per sempre impressi nella sua memoria.


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“Nonostante le contrazioni, non ho rinunciato alla mia cena”

“È iniziato tutto alle 18 di giovedì quando ho rotto le acque – ha esordito – qualche piccola contrazione gestita tranquillamente insieme a Veronica la mia ostetrica e poi dalle 20 (mentre la mia amica Melissa mi massaggiava per alleviare il dolore) le contrazioni sono diventate sempre più forti e ravvicinate. Ore 21.30 ‘ravioli time’ mentre tenevo monitorate le contrazioni.. alla mia cena non volevo comunque rinunciare.

“Prima di andare in ospedale, sono scoppiata a piangere”

Dalle 22 il picco del dolore: sul divano sdraiata con Gnomo accanto che mi osservava cercando di respirare assecondando il dolore sono scoppiata in un pianto disperato, intanto Ricky faceva scorte di ghiaccio. Unico rimedio che mi dava sollievo. Alle 23.30 ci prepariamo per andare in ospedale.

“Non c’è stato il tempo di fare l’epidurale”

Arriviamo pochi minuti prima di mezzanotte, alle 00.10 ero dilatata di 5cm, alle 00.20 non c’è stato nemmeno più il tempo di fare l’epidurale perchè ero già di 10cm e quindi pronta per le spinte! (io: ‘noo! Non funziona così!’ E l’epidurale?! Nulla. Non c’è tempo). E qui la parte più incredibile, una sensazione che ricorderò per tutta la vita con Ricky che gridava (ma io gridavo di più) ‘FORZA AMORE! Si vede la testa! Ci sei quasi!’

“Al primo pianto di Enea, ogni dolore è sparito o quasi”

Dopo 35 minuti circa di spinte con sottofondo la canzone ‘meraviglioso amore mio’ il primo pianto di Enea e ogni dolore sparito (più o meno) Mamma mia, che potenza, l’esperienza più dolorosa e incredibile al tempo stesso! Quanta forza abbiamo noi donne in quel momento? Pazzesco!

I ringraziamenti della neo mamma

Ringrazio mio marito per essere stato sempre al mio fianco, Veronica @la_tua_ostetrica che con la sua professionalità e costante presenza mi ha seguita in tutti questi mesi, durante il parto e anche ora (senza di te non sarei stata così serena, grazie di cuore) grazie alla mia pupi @mellin88 per essere una grande amica, grazie alla preziosa Ludovica che insieme a Veronica ha fatto nascere Enea e a tutto il personale dell’ospedale Papa Giovanni di Bergamo. GRAZIE”.

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