Due giorni di ferie per piangere la morte dell'animale domestico

Due giorni di ferie per piangere la morte dell’animale domestico

Daniela Vitello

Due giorni di ferie per piangere la morte dell’animale domestico

| 07/10/2021
Due giorni di ferie per piangere la morte dell’animale domestico

Presentata una proposta di legge: accade in Colombia

  • Se il disegno passerà in Parlamento, i datori di lavoro sarà obbligati a concedere due giorni di congedo retribuito
  • Il dipendente deve avere il diritto di vivere il lutto senza il peso degli impegni lavorativi
  • “Quando l’animale muore, si genera nell’essere umano un notevole impatto emotivo”

Gli animali domestici sono parte integrante della famiglia e la loro perdita è un lutto devastante per i proprietari. Un dolore che non tutti sono in grado di comprendere, specie quanti non posseggono un amico a quattro zampe. A quest’ultima “fazione” appartengono coloro che hanno storto il naso dinanzi ad un disegno di legge arrivato sul tavolo del Parlamento colombiano su proposta del deputato del Partito Liberale Alejandro Carlos Cachon. Il ddl prevede che i datori di lavoro siano obbligati a concedere due giorni di congedo retribuito ai dipendenti che si ritrovano ad affrontare la perdita del proprio animale domestico.

In Colombia, sei famiglie su dieci hanno un animale domestico

“Alcune persone non hanno figli, ma hanno un animale domestico molto amato con cui sviluppano un legame profondo e fraterno”, ha dichiarato Cachon in un’intervista. Grazie ai due giorni di ferie retribuite, queste persone avrebbero il tempo necessario per “superare il dolore per la perdita di questi amati animali senza essere preoccupati dal loro lavoro”. In Colombia, sei famiglie su dieci hanno un animale domestico. Pertanto, tale disegno è importantissimo anche se non viene specificato quali specie sono considerati domestici.


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Il congedo non vale in caso di morte di animali esotici

Questo particolare non dovrebbe rappresentare un problema dal momento che, come sottolinea il quotidiano “El Tiempo”, nella proposta viene comunque descritto come “animale domestico” un animale con il quale il proprietario ha un “forte legame sentimentale” e precisato che il congedo retribuito di due giorni non vale in caso di scomparsa di una fauna selvatica o di animali esotici.

“Gli impegni lavorativi non interferiscano nel processo di superamento del lutto”

“Il legame sentimentale tra l’uomo e gli animali domestici è sempre più importante. Di conseguenza, quando l’animale muore, si genera nell’essere umano un notevole impatto emotivo – ha spiegato ancora Cachon – Per questo è importante che le persone possano assumere il lutto e le sue diverse fasi, in particolare la prima fase, in un tempo e in uno spazio intimo in cui impegni o mansioni lavorative non interferiscano in questo processo di accettazione e trauma emotivo”.

I dipendenti devono fornire delle prove della morte dei loro animali

Ovviamente, per ottenere i due giorni di ferie retribuite, il dipendente dovrà comunicare preventivamente al datore di lavoro di possedere un animale domestico e al momento del suo decesso fornire prove della sua scomparsa. Tutto questo per evitare truffe. In caso di falso, il dipendente potrà essere sanzionato dalla propria azienda. 

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