Morgan: "Cambiate il nome di Battiato sulla tomba". Scanzi furioso: "Ce la fai a stare zitto?"

Morgan: “Cambiate il nome di Battiato sulla tomba”. Scanzi furioso: “Ce la fai a stare zitto?”

Daniela Vitello

Morgan: “Cambiate il nome di Battiato sulla tomba”. Scanzi furioso: “Ce la fai a stare zitto?”

| 12/09/2021
Morgan: “Cambiate il nome di Battiato sulla tomba”. Scanzi furioso: “Ce la fai a stare zitto?”

Dopo la boutade di Marco Castoldi, scatta la polemica sui social

  • Nella sua “filippica”, Morgan parla di sé usando la terza persona
  • Scanzi: “Dissesto psichiatrico! ‘Morgan chiede’: sì, chiede stocaz*o”
  • Poi l’affondo: “Potevi essere un grande artista! Te lo dico con l’affetto che meriti: ma vaf*anc*lo”

Morgan chiede di cambiare il nome di Battiato sulla tomba e scatta la polemica sui social. Sulla lapide del Maestro figura il nome registrato all’anagrafe, ovvero Francesco, ma Marco Castoldi – in arte Morgan – storce il naso. Il cantautore siciliano, scomparso lo scorso 18 maggio, sarà sempre ricordato come “Franco”.

“Inelegante anteporre il cognome di famiglia al nome proprio”

Nel lungo post condiviso su Instagram, Marco Castoldi parla usando la terza persona: “Morgan chiede, per il rispetto che gli è dovuto, la modifica alla lapide di Battiato, dove, invece che portare inciso il nome che tutti associano alla sua riconosciuta popolare grandezza, si legge ‘Battiato Francesco’. Ora, d’accordo che evidentemente all’anagrafe così sia stato registrato 75 anni fa, come la burocrazia impone, nell’ineleganza di anteporre il cognome di famiglia al nome proprio, e vabbè, cosa che se resta in quei registri squallidi e polverosi non rappresenta nulla di importante, ma se è vero che tutti gli esseri umani nascono tabulae rasae è anche vero che poi nella vita se la giocano e alcuni si differenziano per meriti dagli altri, e sono proprio questi ‘altri’ a decretare la loro eccellenza, ammirandoli, stimandoli, amandoli e rispettandoli. Quando questi uomini e donne conquistano l’amore del mondo per la bellezza di ciò che fanno vengono riconosciuti e ciò avviene anzitutto attraverso il loro nome”.


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Franco Battiato (Foto Facebook)

“Franco Battiato verrà ricordato sempre con questo nome”

“Conoscete Leonardo Da Vinci? Si. Perché ha dipinto la Gioconda – prosegue – Il mondo si ricorderà per sempre e custodirà questa opera firmata da un toscano del quattrocento chiamato Leonardo. Conoscete Robert Jones? Onestamente no. Ma come? È uno dei più grandi comunicatori del ‘900 e anche dei cantanti e anche dei performer. Ma davvero? Strano, non lo conosco.


– ma come fai a non conoscere il più grande cantautore inglese, come fai a non conoscere la più originale rock’n’roll star di tutti i tempi?
-ti giuro che a me Robert Jones non dice niente come nome.
-vorrei ben dire, perché si chiama David Bowie in realtà. All’anagrafe David Robert Jones, ma per la storia dell’arte David Bowie.

Franco Battiato è stato e sempre sarà uno dei più grandi artisti che l’Italia ha vantato e sempre verrà ricordato con questo nome. Perché allora sulla lapide che ne dovrebbe portare iscritta la memoria è stato inciso nel marmo Battiato Francesco?”.

“Nessuno ha il diritto di chiamare un artista con un nome con cui egli non desidera essere chiamato. Tantomeno ricordato”, aggiunge Morgan tra i commenti.

Morgan (Foto Instagram)

Andrea Scanzi furioso con Morgan: “Potevi essere un grande artista”

Tra quanti si sono scagliati contro Morgan dopo questa sua boutade c’è Andrea Scanzi.

“Va bene tutto, Morgan, o facciamo finta che sia così – esordisce il giornalista in un lunghissimo post – Passi il fatto che, ormai irrimediabilmente, hai voluto dissipare un talento non certo accecante come qualcuno diceva, ma certo esistente. Passino tutte le tue provocazioni stanche a favor di telecamera. Le tue frignate economiche. Le tue interviste da Frank Zappa ipotetico. La tua telenovela sfrangiapal*e con Asia Argento (avessi detto Grace Kelly). Il tuo malinconico duettare con Sgarbi (porannoi). Passi quella volta in cui, durante lo storico monologo di Luttazzi da Santoro undici anni fa, facesti il giullare coi baffi finti per rubare colpevolmente la scena.

Passi quell’altra volta in cui, al festival Gaber, salisti sul palco durante il set di Fossati e le sbagliasti tutte come neanche Raducioiu sotto porta e sott’acido. Passi la pantomima vile e scorretta contro Bugo a Sanremo. Le ospitate mosce dalla D’Urso. La resa artistica che, dopo il tuo primo ottimo disco solista e dunque ormai da sette secoli o giù di lì, è qualitativamente paragonabile a un unplugged minore di Gigi lo Zozzo a Spoiano. Passi anche il fatto che potevi essere un grande artista, e ti sei accontentato del ruolo (provvisorio) di miglior valletto della Ventura. Va bene tutto. Ognuno, di sé, fa quel che vuole e quel che può. Va bene tutto”.

Andrea Scanzi (Foto Facebook)

“Hai pubblicato la foto della lapide violando il desiderio di privacy”

“Ma non va bene, ed anzi mi fa un po’ schifo, quello che hai fatto ieri a Franco Battiato – è il parere di Scanzi – Un artista enorme, di cui eri amico, che ti voleva bene, a cui volevi bene e che ti ha aiutato in ogni modo. Hai pubblicato la foto della sua lapide, violando il desiderio di privacy suo e della famiglia, e ti sei pure permesso di sindacare malamente su quel che c’è scritto. Il tuo comportamento è stato francamente osceno. Hai mancato di rispetto. E pure di intelletto.

In primo luogo, quella foto non andava pubblicata. E non perché non si pubblichino a prescindere le foto di lapidi: l’ho fatto anch’io, laddove pubbliche. Con Gaber, con Pino Daniele: sono tombe ‘libere’ ed è doveroso omaggiare i maestri. Quella di Battiato non è una tomba ‘libera’. È protetta da un cancello con chiave e se ne sta ‘nascosta’ nella cappella di famiglia. Il funerale è stato privato e la famiglia non ha voluto gridare al mondo dove riposa Battiato. Il loro desiderio di intimità è evidente. Perché rendere pubblico quello scatto? Chi sei tu per violare quel desiderio?

Ma tu hai fatto di peggio. Prima di tutto, nel tuo post su Instagram, hai esordito così: ‘Morgan chiede’. Hai usato la terza persona come se Morgan fosse un altro, quasi denotando involontariamente un inquietante (e certo inesistente) dissesto psichiatrico. Ma ‘Morgan chiede’ cosa, se Morgan sei tu? Chiede COSA? E poi, esattamente, chi cavolo sei tu per ‘chiedere’? Sì, perché tu, dall’alto onestamente di non so che, hai chiesto che sulla lapide (di Battiato: mica la tua) ci venga scritto quel che vuoi tu. ‘Morgan chiede’: sì, chiede stocaz*o. Ecco cosa chiede”.

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Franco Battiato e Renato Zero (Foto Facebook)

“Secondo te, un artista non è libero di essere se stesso neanche dopo la morte?”

“Hai detto che non ti piace che il cognome sia scritto prima del nome (son problemi grossi) e hai sentenziato che ti piace ancor meno che il nome scritto sulla lapide sia ‘Francesco’ e non ‘Franco’ – continua il giornalista – Ti stupisci pure che fosse quello il suo vero nome: non lo sapevi. E anche questo è avvilente, perché essere stati amici di Battiato senza sapere come si chiamasse è notevole. Lo sapevano anche i muri e fu Gaber, suo grande amico, a consigliargli a inizio carriera di firmarsi ‘Franco’, perché funzionava di più rispetto a ‘Francesco’. Studia ogni tanto, Morgan, invece di perder tempo a giocare da quarant’anni allo Stockhausen di questa fava.

Nella tua filippica di inaudita maleducazione etica e morale, hai persino fatto di peggio. Sei infatti arrivato a chiedere che sulla lapide ci venga al più presto scritto ‘Franco Battiato’, perché è così che lo conosceva il pubblico. Per ribadire ciò, con la consueta logorrea distopica di un daino lesso (ops), hai ricordato che anche David Bowie è stato sepolto come David Bowie (benché fosse un altro il suo vero nome). E quindi? Ti rendi conto della ‘violenza’ distorta della tua tesi?  Secondo te un artista non è libero neanche dopo la morte di essere se stesso e di fare quel che vuole, perché deve sottostare al desiderio vincolante e totalizzante dei fans? L’artista, quindi, è per te proprietà esclusiva del pubblico? Tesi orrenda e al contempo curiosa, per un iconoclasta (apparente) come te”.

Morgan (Foto Instagram)

“Ma ce la fai a stare zitto? Ma va***nc*lo”

“Cosa facciamo, Morgan, già che ci siamo dotiamo la cappella della famiglia Battiato di altoparlanti che irradino ogni giorno Centro di gravità permanente, così i fan saranno felici e non si sentiranno delusi? – conclude – E magari, già che ci siamo, la foto da mettere sulla lapide (che ancora non c’è, ma che ti garantisco sarà bellissima) la facciamo scegliere ai fans attraverso una bella votazione su Instagram? Oppure ci costruiamo un avvincente talent televisivo, magari con te in giuria, una roba tipo “X Factor Lapide Edition”?

Ti rendi anche solo vagamente conto delle immani sciocchezze che ciclicamente spari da decenni, Morgan? Dio santo, adesso le spari pure sugli amici. Sugli amici! Sui maestri. Sui padri putativi. Ma ce la fai a stare zitto? Ti è sorto il vago dubbio che forse sulla lapide c’è scritto quel nome perché era Battiato a volerlo? Oppure, secondo te, è la famiglia che ne sta tradendo le indicazioni, mentre tu e solo tu sei il depositario del suo volere?

Sono allibito di fronte alla tua mancanza di tatto e decoro minimo, Morgan. Allibito. E lo sono perché, due settimane fa, ho visitato proprio la cappella di famiglia di Battiato. Ero dalle sue parti in tour e ho chiesto al fratello se fosse possibile salutare Franco. Il fratello è stato gentilissimo. È venuto apposta un suo caro amico perché ciò fosse possibile (il fratello non era in quel momento in Italia). L’amico ha aperto la cappella; la mia compagna ed io abbiamo ascoltato i suoi aneddoti. Avevamo gli occhi lucidi, eravamo commossi e siamo ancora provati da quella visita.

L’aura che emanava dalla sua lapide mi è parsa e ci è parsa enorme. Un’enormità che esige anzitutto affetto, pudore e rispetto. Tu, invece, da un simile momento così intimo hai tratto spunto per tirar su una polemica becera e sterile, irrispettosa e vuota, con l’unico intento di avere te come protagonista. Posso dirtelo con l’affetto che meriti? Ma vaf*anc*lo, caro Castoldi Marco in (poca) arte Morgan. E vacci senza passare dal via. Buona vita”.

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