Tiziana Cantone, il perito: "Non fu suicidio! Strangolata con una pashmina"

Tiziana Cantone, il perito: “Non fu suicidio! Strangolata con una pashmina”

Daniela Vitello

Tiziana Cantone, il perito: “Non fu suicidio! Strangolata con una pashmina”

| 26/08/2021
Tiziana Cantone, il perito: “Non fu suicidio! Strangolata con una pashmina”

Il parere del professionista sulla tragica fine della 31enne vittima di revenge porn

  • Due le lesioni rivenute sul collo della ragazza
  • Una compatibile con lo strangolamento, l’altra con l’impiccamento
  • Per il perito, il suicidio sarebbe stato una messa in scena per mascherare il delitto

Mariano Cingolani, docente ordinario di Medicina Legale dell’Università di Macerata, scrive un’altra verità sulla drammatica fine di Tiziana Cantone. La 31enne di Mugnano, vittima di revenge porn, fu rinvenuta cadavere nella sua villa il 13 settembre 2016. Da quel giorno, la madre Maria Teresa Giglio invoca giustizia. 

Il professor Cingolani, che in passato fu consulente nel processo Meredith Kercher, è stato incaricato di realizzare una perizia giurata da Emme Team, i consulenti della madre di Tiziana Cantone.


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Tiziana Cantone

“Non fu suicidio”

Secondo Cingolani, il suicidio sarebbe stato simulato per mascherare un delitto. Tiziana Cantone sarebbe stata strangolata con una sciarpa pashmina sequestrata nella villa di Mugnano e acquisita agli atti, che conteneva tracce biologiche di Dna maschile. Questa nuova verità emergerebbe dalla presenza di due lesioni sul collo della ragazza a distanza ravvicinata l’una dall’altra, documentate dalle foto scattate dalle forze dell’ordine dopo il ritrovamento del corpo.

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Le due lesioni sul collo

Stando alla perizia del professor Cingolani, una delle due lesioni sarebbe compatibile con l’ipotesi di strangolamento. L’altra, successiva, con l’impiccamento. “La seconda lesione – scrive il professionista nel parere pro veritate di tre pagine, come riporta “Il Mattino” – reca caratteristiche tipiche del solco da strangolamento, per uniformità di profondità, continuità e andamento trasversale. La lesione due (ipotesi strangolamento) ha preceduto la lesione uno (impiccamento, suicidio)”.

Tiziana Cantone (Foto Facebook)

Il taglietto sul mento

Secondo Cingolani, “l’impiccamento ha avuto lo scopo di dissimulare, confondere o rendere più difficilmente percepibile la prima modalità lesiva, tentando di simulare una modalità lesiva risaputamente suicidiaria”. Sotto esame è finito anche un altro elemento: un taglietto di circa 2 centimetri riscontrato sul lato destro del mento della Cantone. A provocare questa ferita, secondo il perito, potrebbe essere stato l’assassino.

Le indagini

Il parere pro veritate firmato dal professor Cingolani va ad arricchire il fascicolo della Procura di Napoli Nord che ha riaperto le indagini sulla morte della 31enne ipotizzando l’omicidio volontario. Adesso i magistrati dovranno decidere come chiudere il caso.

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