Pio e Amedeo, niente scuse per il monologo delle polemiche: “Follia”

Daniela Vitello

Pio e Amedeo, niente scuse per il monologo delle polemiche: “Follia”

| 05/05/2021
Pio e Amedeo, niente scuse per il monologo delle polemiche: “Follia”

I due comici rompono il silenzio sui social

  • “Non fate finta di non capire quello che abbiamo detto”
  • Amedeo a “DiMartedì”: “La sinistra ci va contro perchè Salvini ci ha retwittato”
  • Pio D’Antini: “Ci dispiace ma non siamo stati capiti”

“Siamo alla Folliaaaa”. Pio e Amedeo rompono il silenzio sui social dopo giorni di attacchi e critiche per via del monologo (GUARDA QUI) proposto durante la terza e ultima puntata di “Felicissima Sera”. Venti minuti in cui i due comici foggiani puntano il dito contro tutti gli stereotipi del politicamente corretto, passando per donne, ebrei, neri fino ad arrivare agli omosessuali.  Nessun dietrofront e nessun mea culpa da parte dei due ultrà della risata. La loro posizione appare chiara sin dall’incipit.

Pio e Amedeo
Pio e Amedeo (Foto Facebook)

“Non fate finta di non capire quello che abbiamo detto”

“Qualcuno forse da questo post si aspetta delle SCUSE e lo avvisiamo subito che rimarrà deluso – scrivono – Pensiamo che moltissime persone che hanno attaccato il nostro monologo non l’abbiano nemmeno visto per intero e che tanti lo abbiano guardato già prevenuti. Bene, ci rivolgiamo a loro, a ‘voi’. Non fate finta di non capire quello che abbiamo detto perché ‘vi’ fa comodo trasformarlo nella solita querelle politica da quattro soldi. La politica non ci appartiene. La politica ci omaggia di spunti e personaggi senza distinzioni di partiti per fare quello che vogliamo fare, SATIRA, come abbiamo sempre fatto”.

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Pio e Amedeo
Pio e Amedeo (Foto da video)

“Siamo andati in Russia con Luxuria a respirare la puzza di omofobia”

“Mentre alcuni di ‘voi’ erano impegnati a mettere l’arcobaleno nella foto profilo sui social, i sottoscritti qualche anno fa, sono andati in Russia a respirare la puzza dell’omofobia – proseguono – Ci siamo messi in prima linea in uno Stato dove non badano troppo ai modi, perché insieme a Vladimir Luxuria eravamo lì per far sentire la voce per il diritto di uguaglianza, e di buona risposta siamo stati spinti in una macchina con violenza da energumeni e siamo stati buttati fuori fisicamente a calci da quel paese dove gruppi di imbecilli adescano ragazzi gay su internet per incontrarli, pestarli e fare un video per postarlo con fierezza sui social… il tutto senza gridare nessuna parola ‘politicamente scorretta’, incredibile! Le persone cattive purtroppo possono fare anche a meno dei “vostri” divieti linguistici”.

Pio e Amedeo (Foto Instagram)

“Nessuno ha detto che l’ironia disinnesca la violenza”

“LE PAROLE HANNO LA LORO IMPORTANZA! Eccome se ce l’hanno…ma non SONO NULLA IN CONFRONTO ALL’INTENZIONE! – insistono – È logica: ‘le parole non valgono quanto l’intenzione!’. Questo abbiamo detto! NON CI PROVATE. Si può fare così schifo anche usando solo termini ‘politicamente corretti’. Passiamo al nostro suggerimento di usare l’ironia: l’utilizzo dell’ironia laddove si può, è chiaro, è solo quello di tentare di disinnescare l’offesa. NESSUNO HA DETTO CHE l’IRONIA DISINNESCA LA VIOLENZA! La risata è solo un palliativo all’ignoranza, perchè se l’ignoranza è come il covid, il sorriderci su e non dare troppa importanza ai vocaboli è il vaccino. E IL VACCINO NON È LA CURA! Sorriderci su è solo l’ombrello sotto l’acquazzone. LA CURA all’ignoranza è l’EDUCAZIONE CIVICA, che prescinde dalla lingua. NON CI PROVATE ‘voi’ A METTERCI IN BOCCA CONCETTI NON NOSTRI PERCHÉ CASCATE MALE!”.

Pio e Amedeo
Pio e Amedeo con Francesco Totti (Foto Facebook)

“Il problema sono i cretini”

“La più grande sciocchezza che abbiamo sentito volete sapere quale pensiamo sia? Che bisogna appartenere ad una comunità per capirne le debolezze, che bisogna aver sofferto per capire – sentenziano – Ma noi stiamo parlando di affrontare un problema che non riguarda la ‘comunità’, bensì chi LA DENIGRA , LA OFFENDE e LA OSTEGGIA.  SONO I CRETINI IL PROBLEMA, non la comunità…per risolvere il problema non bisogna essere della ‘comunità’ ma conoscerne gli “aguzzini”, gli ignoranti intorno. Esistono le PERSONE, non le categorie, LE PERSONE! Esistono i cattivi, i vili, gli schifosi… quelli che adottano la violenza, è contro di loro che ci dobbiamo concentrare. PERCHÈ OGNUNO È LIBERO DI FARE CIÒ CHE VUOLE, SEMPRE MA NEL RISPETTO DEL VIVERE CIVILE! Questa è Democrazia”.

Pio e Amedeo
Pio e Amedeo (Foto Facebook)

“La nostra battaglia è appena cominciata”

“Non fermiamoci alla grammatica delle parole – concludono – OGGI PURTROPPO NON BASTA…EDUCHIAMO ANCHE LA TESTA E NON SOLO IL LINGUAGGIO! Quando diciamo ‘VOI’ ci rivolgiamo a quelli che non hanno capito il nostro messaggio.  Perchè fortunatamente, di gay, neri ed ebrei che hanno capito il senso di quello che abbiamo detto ce ne sono tanti, tantissimi, e sono quelli, come noi, a cui basterebbe raggiungere LA VERA UGUAGLIANZA. Per chiudere sappiate che noi abbiamo appena cominciato la nostra battaglia ai luoghi comuni e all’ipocrisia.  Il nostro obiettivo è sempre e sempre sarà quello di scardinare questa OPINIONE UNICA che vogliono imporci! Stay Tuned”.

Raoul Bova
Pio e Amedeo con Pasquale Iannuzzi e Raoul Bova (Foto Instagram)

Amedeo Grieco a “DiMartedì”: “Stiamo perdendo il nord nella bussola”

Dopo il post sui social, Pio e Amedeo hanno ribadito il concetto ai microfoni di “DiMartedì” in onda su La7 (GUARDA QUI). “Questa dittatura grammaticale non ce la fanno passare. Ci rendiamo conto che ci stanno cancellando dei passaggi dei film Disney? Stiamo perdendo il nord nella bussola – ha dichiarato Amedeo Grieco intercettato dalla giornalista Silvia Ciuffolini – La tanto nominata libertà di opinione che si invoca, poi alla fine se uno ha una opinione diversa dalla comunità allora è omofobo. Chi mi chiama omofobo è un figlio di p***. Abbiamo degli amici gay, io non ci penso neanche più che lo sono”.

Pio e Amedeo
Pio e Amedeo

Pio D’Antini: “Ci dispiace ma non siamo stati capiti”

“Ci dispiace che qualcuno si sia offeso, ma ci dispiace semplicemente perché non siamo stati capiti”, gli ha fatto eco Pio D’Antini collegato in vivavoce al telefono. “Hai capito in che paese viviamo? Noi abbiamo solamente detto che le parole hanno un peso e che il peso delle parole non è niente in confronto al peso delle intenzioni – ha precisato Amedeo – È incredibile che si faccia la guerra alla grammatica e non all’educazione. A proposito di diritti…noi siamo stati in Russia con Vladimir Luxuria, mentre gli altri mettono le bandiere arcobaleno sui profili Instagram. Quello è un paese in cui si adescano i ragazzi omosessuali su Facebook, si incontrano e si pestano senza dire le parole incriminate. Il nostro monologo parte dall’idea di disinnescare la carica emotiva di quelle parole. Secondo me il problema è ancora autoproclamarsi comunità. Noi guardiamo le persone, non i generi. Autoclassificarsi in generi e in categorie è il volano della discriminazione”. 

“Pensiamo che siamo in un paese democratico dove ognuno è libero di fare quello che vuole, ognuno a letto fa quello che vuole”, ha aggiunto Pio. 

Pio e Amedeo
Pio e Amedeo con Tommaso Paradiso

“La sinistra ci va contro per il retweet di Salvini”

“Siamo stati accusati di essere superficiali…ma perché un comico non deve essere superficiale? Noi dobbiamo intrattenere le persone che stanno vivendo un periodo di me**a – ha concluso Grieco – La sinistra ci va contro perché ci ha retwittato Salvini. Però Salvini, evidentemente, è una persona intelligente. Il politicamente corretto è dire che io non devo più poter raccontare una barzelletta sui carabinieri… a momenti. Perché la comunità dei carabinieri ancora non insorge? Guarda che è un attimo.

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