“Malato di gioco e di sesso per colpa del farmaco anti-Parkison”, Pfizer dovrà risarcirlo

Daniela Vitello

“Malato di gioco e di sesso per colpa del farmaco anti-Parkison”, Pfizer dovrà risarcirlo

| 05/05/2021
“Malato di gioco e di sesso per colpa del farmaco anti-Parkison”, Pfizer dovrà risarcirlo

Per cinque anni un 60enne ha vissuto un vero e proprio incubo

  • L’uomo ha assunto il farmaco dal 2001 al 2006
  • E’ stato licenziato dopo aver sottratto 100mila euro alla sua azienda
  • Lo sfogo davanti ai giudici: “Credevo di essere impazzito”

Ludopatia e ipersessualità. Sono questi gli effetti collaterali accusati da un 60enne residente nel centro Italia che dal 2001 al 2006 ha assunto il Cabaser, un farmaco contro il Parkinson prodotto dalla Pfizer. Soltanto dal 2007 questi due effetti indesiderati compaiono sul bugiardino del medicinale.

Pfizer dovrà risarcire circa mezzo milione di euro

L’uomo ha portato il colosso farmaceutico in tribunale e, come svela lo studio legale che lo ha assistito durante la lunga causa, la Corte d’Appello di Milano ha condannato Pfizer Italia – confermando la sentenza di primo grado – al pagamento di circa 200mila euro per danni morali e circa 300mila euro per danni economici.

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L’uomo ha vissuto cinque anni da incubo

Nei cinque anni in cui ha assunto il Cabaser, il 60enne ha vissuto un vero e proprio incubo. Colpito da ludopatia, ha usato 1.802 carte di credito usa e getta per giocare online e, come se non bastasse, ha sottratto 100mila euro all’azienda per cui lavorava. L’uomo è stato licenziato e dovrà restituire le somme di cui si era impossessato. Prima di allora, il gioco non lo aveva mai attratto.

sesso

“Credevo di essere impazzito”

“I primi sintomi si sono manifestati pochi mesi dopo l’assunzione del farmaco – ha raccontato ai giudici – Ero diventato ipereccitato sul piano sessuale, poi ho incominciato a giocare, credevo di essere impazzito”.

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“I bugiardini hanno del tutto omesso tali informazioni vitali”


    “Le conclusioni del tribunale nel marzo scorso, con una sentenza inedita ora confermata in Appello – spiega l’avvocato Renato Ambrosio – arrivano dopo due complesse consulenze tecniche cui ha partecipato attivamente anche l’azienda con un proprio esperto, senza però convincere i qualificati periti del giudice”.


 “L’informativa è mancata e per lungo tempo i bugiardini hanno del tutto omesso tali informazioni vitali”, aggiunge Chiara Ghibaudo che fa parte dello stesso studio legale.

“Mai messo in dubbio l’ottima azione del farmaco sotto il profilo medico”

“Non abbiamo mai messo in dubbio l’ottima azione sotto il profilo medico riconosciuta anche dal nostro cliente – sottolinea Stefano Bertone, altro avvocato che ha seguito causa – ma semplicemente il difetto per mancanza di una qualità fondamentale, ovvero l’indicazione in foglietto illustrativo delle reazioni avverse: gli utilizzatori devono conoscerle in anticipo, i foglietti illustrativi non sono tutti uguali”.

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