Selvaggia Lucarelli e Roberta Bruzzone contro il “Grande Fratello Vip”

Daniela Vitello

Selvaggia Lucarelli e Roberta Bruzzone contro il “Grande Fratello Vip”

| 08/02/2021
Selvaggia Lucarelli e Roberta Bruzzone contro il “Grande Fratello Vip”

Sono in tanti a puntare il dito contro il “Grande Fratello Vip” dopo l’espulsione di Alda D’Eusanio per via delle dichiarazioni diffamatorie rilasciate sul conto di Laura Pausini e del suo compagno Paolo Carta all’interno della casa di Cinecittà (LEGGI QUI).

Selvaggia Lucarelli: “Il problema è endemico”

Durissima è la presa di posizione di Selvaggia Lucarelli che dice la sua in un lungo articolo su “Tpi”.

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“Il punto è che il problema non è il singolo episodio, il problema è endemico – fa presente – La raffica di espulsioni, di episodi desolanti, di fatti squallidi a cui si è assistito quest’anno al Grande Fratello Vip – e non solo al Grande Fratello Vip – non sono incidenti di percorso, ma il risultato di scelte lucide e strategiche che hanno un fine preciso: quello che accadano episodi che poi finiranno in cronaca.

E dunque, la scelta del cast è sempre più orientata verso personaggi non interessanti e basta, ma ignoranti, borderline, con precedenti inquietanti e con meno filtri possibili. Ovvio che più si alza questa asticella nelle scelte del cast, e più capita che accadano fatti che sfuggono perfino al controllo degli autori, che vanno oltre lo show spinto e cafone che si cercava. E si finisce come troppo spesso è capitato quest’anno: a discutere di fatti gravi”.

“Programma vetusto, volgare e senza decenza”

“A divulgare messaggi storti, diseducativi, indecenti – aggiunge la giornalista – E no, non sono cose che capitano. Se uno come Bettarini, che al Grande Fratello elencò le sue amanti famose con tanto di particolari sulle performance amorose delle tizie, viene richiamato in quel reality, vuol dire che si vuole scientificamente chi alzerà l’asticella. Che si cerca quel tipo di dinamica, che non è “chiamiamo uno che fa accedere qualcosa”, ma “chiamiamo uno che fa succedere quel tipo di cose” (…) Questo è il programma di punta di Mediaset e che Mediaset manda in onda dal 14 settembre, ininterrottamente”.

Ci sarebbe poi da chiedersi a cosa serva ormai il Grande Fratello, ridotto così. Un programma brutto, vetusto, volgare che non ha più nulla a che fare con l’esperimento sociale degli esordi. O meglio, se l’esperimento sociale degli inizi era: mettiamo 10 ragazzi normali in una casa e vediamo che succede, adesso è diventato “mettiamo 10 schegge impazzite nella casa, più magari una Daniele Bossari o una Stefania Orlando per la quota normalità, e vediamo chi sopravvive”.

Alla fine, non sopravvive nessuno. Neppure la decenza. E no, i comunicati di scuse o il futuro sguardo da cane bastonato del conduttore non servono a nulla, e per una ragione semplice: quei concorrenti entrano nei reality esattamente per la ragione per cui vengono espulsi. È da qui che bisogna partire. Il resto è fuffa”.

Roberta Bruzzone: “Non dovrebbe andare in onda”

Dalle pagine di “FQ Magazine”, Roberta Bruzzone invoca a gran voce la chiusura del “Grande Fratello Vip”.

“Trovo che l’aspetto sconcertante di questa vicenda sia il fatto che ci si metta a fare una discussione di questo genere, toccando aspetti delicatissimi su un tema importante, come quello della violenza sulle donne, per gettare un’ombra terribile su una persona – spiega – Non si può in un contesto come quello del ‘Grande Fratello Vip’ trattare con questa leggerezza temi delicati, parlo anche in generale. È discutibile lo scenario, così come è discutibile un programma che è diseducativo sotto ogni punto di vista”.

“Nel cast in mezzo ad alcuni concorrenti ragazzini – prosegue la criminologa – ci sono persone di una certa età (si suppone di esperienza navigata) che pronunciano frasi terribili e non si rendono conto di quello che dicono. Un programma del genere, in un contesto di grande depressione e crisi come quello che stiamo vivendo, non dovrebbe andare proprio in onda (…)  Un atteggiamento nocivo del genere comporta la ‘normalizzazione sociale’ di argomenti (come il tema della violenza sulle donne) che invece necessitano di essere trattati con il giusto peso, visto che parliamo di fenomeni purtroppo di estrema diffusione”.

“Se costruisci un programma con queste caratteristiche e fai delle polemiche e dei comportamenti negativi il filo rosso che tiene in piedi il ‘gioco’ per qualche punto di share in più, c’è una corresponsabilità – conclude la Bruzzone – Faccio fatica a pensare che l’editore non sia consapevole di cosa stia accadendo in quel determinato programma che così facendo scatena dinamiche pericolose”.

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