Trova un capello di donna nel bucato e colpisce alla testa il marito pugile con un oggetto di marmo - Perizona Magazine

Trova un capello di donna nel bucato e colpisce alla testa il marito pugile con un oggetto di marmo

Daniela Vitello

Trova un capello di donna nel bucato e colpisce alla testa il marito pugile con un oggetto di marmo

| 30/12/2020
Trova un capello di donna nel bucato e colpisce alla testa il marito pugile con un oggetto di marmo

E’ culminata con un arresto l’ultima lite tra una 40enne ucraina e il marito, un connazionale alto due metri ed ex campione di kickboxing. E’ accaduto a Roma, in un palazzo di Centocelle. Da mesi la donna maltrattava il consorte senza che questi reagisse per amore del figlio. Nemmeno quando la moglie lo lasciava senza denaro o senza cena. Tra le mura domestiche, oltre a botte e umiliazioni, volavano anche sputi, acqua e olio bollente.

A scatenare l’ultima aggressione è stata la gelosia dell’ucraina. Quest’ultima ha dato in escandescenze dopo aver trovato un capello scuro di donna, non suo, mentre faceva il bucato. La 40enne non ci ha visto più, ha afferrato un bollitore e lo ha scagliato contro il marito. Non contenta, ha impugnato un soprammobile di marmo con il quale ha colpito il consorte alla testa. “Mi tradisci, fuori di casa”, ha urlato mentre sputava all’indirizzo del padre di suo figlio. Quest’ultimo, stanco di subire, ha chiamato le forze dell’ordine e per la moglie è scattato l’arresto per maltrattamenti in famiglia e lesioni.


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Alla vista degli agenti, la 40enne ucraina ha raccontato di essere stata aggredita dal marito e a riprova ha mostrato la bocca sanguinante. Il bambino della coppia ha però scagionato il padre accusando la madre di essersi procurata da sola il taglio sul labbro. I due coniugi sono entrati in crisi due anni fa. A minare il loro matrimonio, celebrato quasi 20 anni fa, è stata la gelosia della 40enne che è arrivata persino a far licenziare il marito che lavorava come facchino in un hotel. “Attenzione, ruba”, ha detto in una serie di telefonate anonime effettuate con lo scopo di fargli perdere il lavoro.

Agli inquirenti l’uomo ha raccontato mesi e mesi di soprusi con la donna che per ben due volte ha cercato di conficcargli un coltello al petto. Senza parlare delle aggressioni con l’olio bollente o con oggetti contundenti scattate mentre l’uomo era seduto a tavola o sul divano. Scarcerata da Rebibbia, la donna è stata allontanata da casa e per lei è scattato anche il divieto di avvicinamento al marito a meno di cento metri.

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