Smart working da sogno, Barbados apre le porte a chi lavora da remoto per un anno

Daniela Vitello

Smart working da sogno, Barbados apre le porte a chi lavora da remoto per un anno

| 13/07/2020
Smart working da sogno, Barbados apre le porte a chi lavora da remoto per un anno

E’ a dir poco geniale l’idea venuta a Mia Amor Mottley, premier dell’isola di Barbados. Preoccupata per il crollo degli arrivi internazionali dovuto alla pandemia, ha lanciato un’iniziativa destinata a chi – ancora ora, dopo la fine del lockdown – lavora in regime di smart working. Coloro che per portare avanti la propria attività hanno bisogno solo di un pc e di una connessione possono fare armi e bagagli e trasferirsi nella perla delle Piccole Antille.

La premier ha infatti deciso di concedere un permesso di soggiorno della durata massima di un anno per lavorare da remoto comodamente dall’isola caraibica, nota tra l’altro per aver dato i natali alla popstar Rihanna. Chi aderirà all’iniziativa potrà trasferirsi oltreoceano per 365 giorni oppure entrare e uscire dal paese.

“Si può stare due mesi, poi tornare in Europa, o negli States o in America Latina – ha precisato Mia Mottley – Vivere sull’isola durante l’anno permetterà a chi viene da fuori di scoprire la nostra cultura e assistere ad eventi locali che i normali turisti estivi si perdono. Sarà anche un’occasione per noi, come nazione e come settore d’accoglienza, di metterci alla prova e migliorarci”.

Chi sbarcherà sull’isola dovrà dimostrare di essere negativo al Covid-19 mostrando l’esito di un test da effettuare prima della partenza. A Barbados, sinora, sono stati registrati solo 98 contagi e 7 morti su 287mila abitanti.

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