"Avrei potuto portarmela a letto", le pene d'amore del grillino su Facebook - Perizona Magazine

“Avrei potuto portarmela a letto”, le pene d’amore del grillino su Facebook

Daniela Vitello

“Avrei potuto portarmela a letto”, le pene d’amore del grillino su Facebook

| 15/12/2015
“Avrei potuto portarmela a letto”, le pene d’amore del grillino su Facebook

Tra l’amore e l’egoismo, l’eurodeputato grillino Fabio Massimo Castaldo sceglie il primo anche se la sua storia personale ha un epilogo amaro. L’esponente del M5S esprime tutta la sua delusione per una love story finita male in un lungo post, poi cancellato, ma salvato e rilanciato dal blogger Nonleggerlo.

Castaldo rievoca le sofferenze vissute sulla sua pelle da amante e innamorato ferito nel profondo. Così racconta di aver avuto una ragazza e di averla persa: “Una donna che amavo mi ha liquidato da un giorno all’altro. Senza preavviso. Senza rimorsi e senza scrupoli. Senza mia colpa. Mi ha lasciato lì, con mio padre malato, ricoverato in un letto di ospedale e prossimo all’operazione. A un pugno di giorni dalla stessa. Con la mia mente annientata e dilaniata dal rimorso di pensare più a lei che se ne era andata ora, che a lui che rischiava di andarsene per sempre, privandomi di quella che è la prima persona che mi ama per ciò che sono e non per ciò che ricopro o rappresento. Lei mi ha lasciato proprio così, con il senso di colpa e di inadeguatezza”.


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L’eurodeputato grillino però non si è arreso: “Ho pianto e ho sperato, ho anticipato un rientro per cercare di strapparle un sorriso e un gesto d’affetto, per riannodare un filo che credevo solo slacciato. E ho ricevuto solo una terribile umiliazione, inflitta con cinica e indifferente maestria”.

“L’ho pregata in ginocchio di ripensarci e darmi un’altra possibilità – spiega Castaldo – negando l’evidenza della ragione. Ho sputato sul mio orgoglio pur di credere in un sogno impossibile. Ma lei non ha esistato neanche eper un istante. Perché era chiaro, nella sua mente, il perseguimento dell’opportunità professionale, del patologico narcisismo, dell’appagamento egoistico delle sue esigenze”.

Quindi il grillino fa un collegamento con la sua attività di parlamentare a Bruxelles: “Io non diventerò come voi in questa città chiamata Bruxelles, cuore malato di un’Europa malata, tutto sembra avere un fottuto prezzo. Una scelta, un atteggiamento, una carriera, un’ipocrisia. Anche un sentimento… Stasera sono uscito con una donna fidanzata (non lo sapevo) e forse avrei potuto portarmela a letto. Eppure non ho neanche voluto tentare. Perché non è quello che voglio, non è quello che mi rende felice. A cosa sarebbe mai servito? A cosa serve pagare quel fottuto prezzo del compromesso con me stesso?…”.

“La ragazza con cui sono uscito questa notte – aggiunge – mi ha detto che per riuscire veramente in questo posto non bastano le competenze e la passione. Bisogna avere l’istinto omicda, il killer instinct”. E quindi si ferma: “Solo allora ho capito,… questa è la linfa che scorre nelle vene di Bruxelles. Questa è la luce che attrae centinaia di migliaia di falene in questa città per poi bruciarle e carbonizzarle con fredda indifferenza e con una smorfia di impietosa derisione”. E allora conclude: “No, io non diventerò mai come voi”.

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