Eva Henger: “Dalla morte di Schicchi soffro di attacchi di panico e claustrofobia”

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Ospite di “The Real” su Tv8, Eva Henger racconta alcuni particolari inediti della sua vita privata. A cominciare dall’infanzia difficile: “Ero una bambina introversa. La mia famiglia d’infanzia era dispersa, anche per gli svariati matrimoni di mio padre: ha avuto cinque matrimoni e otto figli da mogli diverse. Ma non li ho potuti vivere i miei fratelli perché mio padre non lasciava un bel ricordo quando se ne andava e altre mamme non ci facevano frequentare tra di noi. Son stata una figlia unica senza alcun punto di riferimento”.

Prima di sbarcare sui set hard, l’ex pornostar di origine ungherese ha lavorato in un ospedale: “Ho fatto tanti lavori, sono molto curiosa. Tanti non lo sanno ma durante gli studi ho lavorato in un ospedale come aiuto infermiera. Mi piaceva anche tanto. Praticamente vivevo in ospedale. Son stata per un anno nel reparto maschile degli interni e c’erano i vecchietti. Gli ultimi sei mesi li ho passati nel reparto di chirurgia infantile e lì poi ho lasciato…”.

Infine, l’ex attrice a luci rosse svela un episodio doloroso della sua vita: “Quando è mancato Riccardo (Schicchi, suo ex marito, ndr) sono rimasta a vedere la chiusura della bara. Sono rimasta lì fino all’ultimo. Una settimana dopo il funerale, mentre ero in macchina, cominciai a sentire un dolore fortissimo alla testa. Non capivo se stessi per morire per ictus o infarto, sudavo freddo e avevo paura. Mi hanno poi detto che si trattava di un attacco di panico. Gli psicologi mi hanno spiegato che ci si immedesima nella persona chiusa nella bara. Spesso mi capita di sudare freddo o avere attacchi di claustrofobia in ascensore. E’ brutto convivere con questa cosa”.

di Daniela Vitello 18 maggio 2017



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